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Un corso di formazione sull’Abbazia di San Giovanni in Argentella per i ragazzi e le ragazze della Comunità di Palombara

Proseguono le attività formative sul territorio grazie alla forte collaborazione tra Dianova e la città di Palombara Sabina Già dal 2020 i ragazzi e le ragazze della Comunità Dianova di Palombara Sabina si occupano non solo di curare e mantenere l’Abbazia romanica San Giovanni in Argentella, un sito archeologico del XII secolo situato a pochi kilometri dalla città di Palombara ma anche di accompagnare i visitatori del sito archeologico durante gli orari di apertura. È proprio per fornire competenze adeguate e approfondite sulla storia architettonica e artistica dell’Abbazia che a gennaio 2024, cinque ospiti della Comunità hanno partecipato a un corso di formazione della durata di 6 incontri tenuto da Antonio Petrini, architetto specializzato in restauro dei monumenti. Grazie a questo corso i ragazzi e le ragazze di Palombara hanno avuto la possibilità di scoprire nuovi interessi come la storia dell’arte e di partecipare attivamente alle iniziative territoriali grazie alla forte sinergia con la città di Palombara Sabina. Un’importante occasione non solo per riscoprire le bellezze del territorio ma anche per creare opportunità dal punto di vista del reinserimento lavorativo. Le parole di Antonio Petrini sull’esperienza con la Comunità Dianova di Palombara: “Quando ho proposto a Massimo di formare i ragazzi di Dianova sulla storia di S. Giovanni in Argentella, avevo in mente prima di tutto un percorso di educazione sentimentale al patrimonio culturale, ma lo confesso, avevo il timore di non riuscire a trasmettere l’amore necessario che richiede lo studio dei monumenti visto come esigenza ontologica che riguarda tutti noi. Questo è, se ci pensiamo, il significato di patrimonio dell’umanità, un bene essenziale che riguarda tutta l’umanità e quindi anche noi, e che ci arricchisce aumentando il nostro patrimonio e ci conferisce dignità. L’ambiente che calpestiamo, i muri delle chiese, gli affreschi, i reperti, altro non sono che i testimoni di un altro tempo o, meglio, di più tempi che sono compresenti e occultati all’interno del nostro. L’operazione di far parlare il monumento attraverso lo studio restituisce dignità alle pietre e ce le fa amare, perché grazie al significato assumo il ruolo di reliquie, distinguendosi dagli altri oggetti materiali ed assumendo lo status di testimoni vivi, diventano cioè parlanti. Questo percorso ha un alto valore civico e restituisce dignità sia al monumento che a noi che lo studiamo e all’umanità tutta che se ne appropria e che in virtù dei valori che gli attribuiamo ha il dovere di prendersene cura. Ci riguarda in prima persona, infatti quando studiamo un monumento, ovunque esso sia, parla di noi, dei nostri avi, dell’umanità a cui noi apparteniamo di cui esso è espressione tangibile. Il patrimonio culturale ci deve per forza toccare nel vivo dei nostri interessi, esso è un medium che ci mette in contatto con le generazioni che si sono susseguite, una specie di comunione tra le generazioni e quindi con l’umanità tutta.  Quando ho proposto quest’esperienza di formazione, contavo molto sulle mie conoscenze per aver studiato il monumento con amore e dedizione per più di trent’anni, ma riuscire a trasmettere tutto ciò e trovare un uditorio predisposto a percepirlo e a gettarsi con fiducia in questa esperienza non era certo cosa scontata. Fin da subito ho percepito che i ragazzi venivano incuriositi dalle domande e risposte che il monumento ci poneva e a volte forniva. Questo sito vicino Palombara era per loro da un lato così famigliare, ma anche così ignoto e anonimo, al punto che man mano che le conoscenze aumentavano incontro dopo incontro lo percepivano nella giusta importanza e peculiarità. Iniziavano, cioè, ad amarlo, attribuendo così dignità e giusto riconoscimento al loro lavoro di custodia che svolgevano settimana dopo settimana.  Come ho detto fin da subito non volevo trasformarli in storici dell’arte, non era questo il mio obiettivo, ma semplicemente in cittadini consapevoli, restituendogli un pezzo importante del nostro patrimonio. Da una valutazione dell’esperienze devo concludere che sicuramente ora conoscono S. Giovanni in Argentella meglio di tante presuntuose guide che propinano ai turisti notizie stantie, e sorpassate e di dubbia autenticità, storicamente infondate. Questa è stata per me un’esperienza gratificante e devo ringraziare i ragazzi e Dianova per essersi fidati e affidati in quest’impresa. Spero che i ragazzi abbiano imparato a credere nelle loro possibilità oltre le competenze, spero che abbiano capito che con la giusta dose d’amore e d’impegno si può riuscire anche in attività che sembravano fuori dalla nostra portata. I risultati mi rendono orgoglioso di loro e mi fanno ritenere quest’esperienza una scommessa vinta.” Un ringraziamento a Antonio Petrini per aver accompagnato i nostri ragazzi in questo bellissimo percorso, al Parroco di Palombara per aver aperto le porte dell’Abbazia alla Comunità e a tutti gli ospiti e gli operatori di Dianova!

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Un nuovo corso per pizzaioli nella Comunità Dianova di Palombara Sabina

Un corso formativo finanziato grazie al sostegno della Fondazione Karl Kahane e realizzato in collaborazione con l’associazione Raffaella D’Angelo. A luglio 2023 è cominciato il corso per pizzaioli nella Comunità di Palombara Sabina, un’esperienza che permetterà a 8 dei nostri ragazzi e ragazze di apprendere nuove competenze come la conoscenza delle materie prime, delle farine e dei lieviti, la conservazione dei prodotti, la preparazione degli impasti sia classici che alternativi, i metodi di cottura attraverso diverse tipologie di forno e la realizzazione delle diverse tipologie di pizza (romana, napoletana, pala, teglia, pinsa etc…) alternando momenti di teoria e momenti di pratica. Il corso, tenuto dai maestri pizzaioli Stefano Porro e Fabio Sociani, avrà una durata di 63 ore suddivise in 21 incontri della durata di 3 ore che, indicativamente, si svolgeranno il lunedì e il martedì mattina dalle 9.30 alle 12.30. Al termine del corso ci sarà un esame finale dove oltre a rispondere a delle domande di teoria, ogni ragazzo dovrà ideare e creare la propria pizza e riceverà poi un attestato di frequenza. Verrà inoltre realizzato un piccolo evento per mostrare alle rappresentanze del territorio i risultati del progetto. Questo progetto, già sperimentato nel 2020 con grande entusiasmo da parte dei partecipanti, permette ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze di acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro e di consolidare le relazioni sul territorio. Un ringraziamento speciale alla Fondazione Karl Kahane, un’organizzazione a scopo benefico con sede in Svizzera che finanzia progetti legati ai temi dell’accessibilità e dell’integrazione sociale in Europa, Medio Oriente, Turchia e Nord Africa, che ha finanziato sia questo corso che l’edizione precedente del 2020; grazie anche all’Associazione Raffaella D’Angelo, centro sociale per persone diversamente abili in età post scolare, che da diverso tempo collabora con Dianova per realizzare progetti inclusivi sul territorio. Ultimi ma non per importanza ringraziamo i maestri pizzaioli Stefano Porro e Fabio Sociani dell’Associazione Promozione Sociale Impastatori Italiani E.D. per la passione e la dedizione con cui insegnano ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze i segreti del mestiere permettendo loro di imparare a realizzare vere e proprie opere culinarie che rappresentano un’eccellenza italiana in tutto il mondo.

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La sfilata di moda benefica delle ragazze della Comunità di Palombara Sabina

Domenica 25 giugno in occasione della giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droghe (26 giugno) la Comunità Dianova di Palombara Sabina ha organizzato un importante evento. Domenica 25 giugno Dianova ha organizzato un evento presso il Centro Anziani “Ex-cavallino Bianco” di Palombara Sabina iniziato con i saluti delle istituzioni e delle autorità presenti a cui sono seguiti due interventi realizzati dalle colleghe dell’equipe della Comunità per parlare di sensibilizzazione e prevenzione delle dipendenze: “Sensibilizzazione sulle tossicodipendenze” a cura della D.ssa Mariotti Monica e “Comunità e famiglie: rete di salvataggio” a cura della D.ssa Flaminia Almonti. Successivamente, dopo un pranzo offerto generosamente dalla Pro Loco di Palombara Sabina si è tenuta la sfilata di moda seguita dall’asta benefica il cui ricavato di circa 500 euro sarà destinato alla ristrutturazione del campo da pallavolo della Comunità Dianova di Palombara. La sfilata di moda è il risultato della forte sinergia sul territorio, infatti da ottobre 2022 nella Comunità di Palombara è stato avviato un laboratorio di cucito e di sartoria tenuto da due volontarie, Paola e Anna, sarte del Polo Culturale Matteo Quaglini che hanno messo a disposizione gratuitamente la loro esperienza e la loro professionalità: grazie a quest’attività le ragazze di Dianova non solo hanno acquisito nuove competenze ma hanno realizzato dei veri e propri abiti.  Una giornata a cui hanno partecipato circa 80 persone tra famigliari, amici e istituzioni che hanno potuto ammirare i magnifici abiti delle nostre ragazze e approfondire i temi legati alla dipendenza. “La Comunità di Palombara ha dato l’opportunità a tutte noi ragazze di partecipare al corso di sartoria in collaborazione con il Polo Culturale Matteo Quaglini. Inizialmente, avevamo dubbi e incertezze, ma con il tempo le abbiamo trasformate in entusiasmo e voglia di imparare sempre di più; siamo partite da un semplice punto a catenella e siamo arrivate, ad oggi, alla realizzazione di abiti per una sfilata. È stato emozionante e molto divertente, non avremmo mai pensato di creare abiti partendo da zero e di dare vita ad un evento di questo genere. È stato bellissimo mostrare la nostra dedizione ed il nostro impegno, sfilando in mezzo agli applausi ed i sorrisi di famigliari, amici e riscuotere tutto quel successo ci ha fatto rientrare in Comunità stanche, ma molto felici e soddisfatte del nostro lavoro. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il costante aiuto di Anna e Paola, le signore sarte, di Lilli per le lezioni sul portamento in passerella e di Lavinia, che ha intrattenuto in un modo impeccabile.” Raccontano le nostre ragazze della struttura. Un ringraziamento speciale a tutte le realtà del territorio che da tempo sostengono le attività di Dianova, in particolare l’amministrazione Comunale di Palombara Sabina nella persona del vice sindaco Guido Trugli, l’assessore ai servizi sociali Eddy Sennacchiaro, l’assessore Ileana Franconi, il Presidente del Polo Culturale Matteo Quaglini Egidio Decino e  Modesto Troiani che si è occupato di tutta la parte tecnica dell’impianto e della musica, il Parroco della diocesi di Palombara Sabina Don Luigi, la presidente dell’associazione La Palombella, la presidente del Centro per Anziani e il dott. Emanuele Ausili dell’Associazione Terrazza per l’infanzia.

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La Comunità di Palombara Sabina al Polo Culturale Matteo Quaglini

Un’importante collaborazione con le realtà del territorio del territorio della Sabina Sabato 19 marzo è stata la giornata dell’inaugurazione del Polo Artistico Culturale “Matteo Quaglini” a Palombara Sabina; uno spazio fortemente voluto dall’amministrazione Comunale e dalle associazioni del territorio. Dedicato al giovane giornalista scomparso prematuramente Matteo Quaglini, il Polo Artistico Culturale ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento del territorio per promuovere e dare risalto alle diverse attività svolte dalle Associazioni di Palombara Sabina. Questo Polo nasce negli spazi dell’ex asilo San Giuseppe e la comunità Dianova di Palombara Sabina, attiva sul territorio dal 1988, si è occupata dei lavori di sistemazione e di pittura e continuerà, grazie ai ragazzi ospiti della struttura, ad occuparsi della manutenzione e della cura degli spazi. Con questa importante collaborazione sul territorio Dianova potrà anche svolgere attività di informazioni e prevenzione sul problema delle dipendenze; infatti il primo e il terzo giovedì di ogni mese, dalle 10 alle 13, negli spazi concessi dal Polo Matteo Quaglini verrà realizzato uno sportello dove due professioniste (psicologa ed educatrice) della Comunità daranno informazioni, consigli e orientamento sull’ambito delle dipendenze a chiunque abbia bisogno. Inoltre il Polo potrà diventare un luogo di incontro per i famigliari dei ragazzi e delle ragazze ospiti della Comunità di Dianova. “Al polo Culturale Matteo Quaglini di Palombara Sabina è stato aperto lo sportello sulle dipendenze che si terrà il primo e il terzo giovedì di ogni mese. Ritengo che sia di fondamentale importanza attuare sul territorio interventi di informazione su una tematica che da sempre coinvolge molte persone. Il primo passo per poter affrontare un percorso di cura è la richiesta di aiuto, ma molto spesso le persone rimangono bloccate nella loro condizione di disagio perché non sanno a chi rivolgersi. Attraverso questo sportello vorremmo tendere la mano a chi è in cerca di aiuto, diffondere informazioni sulla tematica delle dipendenze anche in un’ottica preventiva e creare un luogo in cui persone con questo tipo di problemi possano sentirsi accolti, ascoltati ed orientati verso strategie di gestione per poter affrontare la problematica.Spesso lo stigma che si cela dietro alla tematica della dipendenza ostacola la richiesta di aiuto e l’accesso ai servizi di cura, in un’intera comunità la diffusione delle informazioni può essere un primo passo per contrastare pregiudizi e discriminazioni che nascono proprio dalla mancanza di conoscenza.” Afferma Giorgia Vecchi, psicologa della Comunità di Palombara che presidierà lo sportello al Polo Culturale. Lo sportello sulle dipendenze non è l’unica attività che Dianova realizzerà grazie alla sinergia con le realtà del territorio della Sabina; i ragazzi della Comunità di Palombara si occuperanno anche della manutenzione della struttura e degli spazi verdi del Castello Savelli che, grazie all’Azienda Speciale Sanitaria, consentirà la realizzazione di 2/3 tirocini formativi per consentire ai ragazzi in fase di reinserimento sociale di acquisire competenze lavorative. Queste iniziative sono un esempio dell’importanza di creare una rete di supporto territoriale che consentano alle Comunità di Dianova di diventare sempre più “aperte”. Per maggiori informazioni sullo sportello per le dipendenze di Palombara contattate negli orari di apertura il numero: 0774 688455

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Un prezioso sostegno per i ragazzi della Comunità di Palombara da parte di UniCredit

Grazie alla donazione di 15.000€ di UniCredit nella Comunità Dianova di Palombara Sabina è stato acquistato un furgone che permetterà ai ragazzi ospiti della struttura di accedere a numerose attività. La struttura in provincia di Roma, infatti, si trova nella zona collinare della Sabina, nel comune di Palombara Sabina ed accoglie sino a 18 persone, uomini e donne, per accompagnarli a riscrivere la propria storia; i ragazzi e le ragazze della struttura sono immersi nel contesto cittadino attraverso numerose attività svolte anche in collaborazione con altre realtà del territorio, come ad esempio il sito archeologico dell’Argentella, dove i ragazzi ricoprono il ruolo di guide turistiche per i visitatori. Con l’acquisto di questo furgone gli spostamenti dei ragazzi e degli operatori della Comunità di Palombara saranno molto più agevolati grazie al supporto di una realtà importante come UniCredit. Grazie a nome dei nostri ragazzi, dei nostri operatori e di tutto lo staff di Dianova!

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La conclusione del corso “Mani in pasta” nella Comunità di Palombara

Lunedì 26 aprile 8 ragazzi della Comunità di Palombara Sabina hanno sostenuto l’esame finale del corso ricevendo un attestato di partecipazione Il corso formativo in ambito culinario “Mani in pasta”, finanziato da Fondazione Karl Kahane e realizzato in collaborazione con l’Associazione Raffaella D’Angelo, ha avuto inizio a settembre 2020 e, date le restrizioni per la situazione sanitaria attuale, si è concluso lunedì 26 aprile con un esame pratico e teorico superato a pieni voti da tutti gli 8 partecipanti. I nostri ragazzi sono stati seguiti dai maestri Fabio Sociani e Marco Palma che nel corso di questi mesi hanno insegnato loro ogni aspetto teorico e pratico del mestiere del pizzaiolo: conoscenza delle materie prime, delle farine e dei lieviti, conservazione dei prodotti, preparazione degli impasti sia classici che alternativi, metodi di cottura e realizzazione delle diverse tipologie di pizza. Per poter verificare le competenze apprese dai ragazzi durante le 100 ore di formazione, lunedì 26 aprile, negli spazi adibiti nella Comunità di Palombara, si è tenuto un esame pratico durante il quale gli 8 partecipanti hanno preparato e presentato una pizza a loro scelta, rispondendo ad alcune domande di carattere teorico sulla preparazione della loro pizza, per accertare le competenze apprese durante le lezioni. Dopo essere stati giudicati tutti idonei i nostri ragazzi hanno ricevuto l’attestato di partecipazione con i complimenti dei maestri e di tutta l’equipe per l’ottimo lavoro svolto; una bellissima giornata a porte chiuse per tutelare la salute di tutti che è stata documentata sui canali social di Dianova. Il percorso “Mani in pasta” non solo ha permesso ai nostri ragazzi di imparare un mestiere per acquisire nuove competenze spendibili nel mondo del lavoro, ma ha permesso anche di creare forti ed importanti collaborazioni sul territorio. Un ringraziamento speciale a Fabio Sociani e Marco Palma che con passione ed energia hanno accompagnato i nostri ragazzi in questa splendida avventura, all’Associazione Raffaella D’Angelo e alla Fondazione Karl Kahane per aver collaborato e sostenuto la realizzazione di questo progetto. Infine, complimenti alle ragazze e ai ragazzi della Comunità di Palombara per la serietà, la dedizione e l’impegno.

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25 novembre: Dianova per le donne con problemi di dipendenza
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25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne: Dianova per le donne con problemi di dipendenza da sostanze

In occasione del 25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, Dianova Italia aderisce alla campagna internazionale della rete Dianova “Empower women, empower society!”, per sensibilizzare su quanto sia necessario offrire strumenti alle ragazze e alle donne perché possano determinare il loro futuro in una società sempre più inclusiva che permetta loro di essere protagoniste della propria vita. Dianova Italia da oltre trent’anni accoglie nelle sue comunità terapeutiche donne con problemi di dipendenza da sostanze e dalle loro storie personali emerge spesso quanto la violenza di genere sia stato un elemento ricorrente. La condizione di tossicodipendenza rende le donne ancora più vulnerabili e soggette a qualsiasi forma di sopruso; la sostanza stessa diventa un partner possessivo, un pensiero intrusivo e costante, il motore delle proprie giornate e il fulcro della propria esistenza. L’interruzione di un legame tanto malato, quanto viscerale, richiede un lavoro terapeutico-educativo costante volto a colmare il vuoto e le ripercussioni che provoca. Purtroppo però è risaputo che le donne vittime di violenza faticano a chiedere aiuto per diversi motivi: per il giudizio, per la paura, per la solitudine, per questioni di sostenibilità economica, etc… oltre a questo si aggiunge nella donna dipendente da sostanze anche lo stigma da parte della società che le vede incompatibili nel ruolo di donne, di mogli e, in particolare, di madri. Un doppio problema che, come emerge anche dai dati dell’EMCDDA, ostacola l’accesso ai servizi da parte delle donne che arrivano tardivamente a richiedere aiuto con il rischio di subire più a lungo episodi di violenza. Oltre a cercare di lavorare sull’eliminazione di uno stigma verso le donne dipendenti da sostanze è necessario implementare azioni e percorsi comuni con i servizi territoriali, i centri antiviolenza, le strutture e le associazioni dedicate alle donne maltrattate ma anche costruire una cultura basata soprattutto sull’educazione al rispetto delle differenze. Dianova promuove all’interno delle proprie strutture la cultura del rispetto e dei diritti delle donne contro ogni forma di discriminazione e stigma, con l’obiettivo di implementare interventi volti a migliorare la condizione femminile ed aumentare la sensibilità ed il rispetto per le donne per contrastare ogni atteggiamento violento. Nella Comunità di Palombara Sabina, la struttura di Dianova che ha più esperienza nel trattamento delle dipendenze al femminile, Alessandra Rosati, Rita Ferendeles, Monica Mariotti, Giorgi Vecchi e Tania Giusti psicologhe, psicoterapeute ed educatrici ci offrono un interessante visione sulla loro esperienza e su quanto viene fatto in comunità: “La nostra esperienza in regime di trattamento residenziale, in seguito all’approfondimento e colloqui clinici, ha evidenziato anche elementi significativi della storia clinica delle nostre pazienti: appare che l’elemento critico, maggiormente rilevato nella storia delle donne che sviluppano dipendenze, è quella di un abuso o un trauma grave in giovane età. Nel nostro programma offriamo spazio per il sostegno psicologico, pensabilità per la psicoterapia, interventi integrati: in una prospettiva che enfatizza la resilienza e l’autodeterminazione della donna, perché possa riprendere il controllo della propria vita, spostando il “sistema” da una configurazione che alimenta lo stigma e l’esclusione sociale, per focalizzarsi verso un approccio inclusivo.” Nella struttura vengono proposti interventi e attività mirati per le donne sia individuali che di gruppo, “spazi protetti” dove le partecipanti condividono le proprie esperienze; tra questi: Il corso di “Comunicazione Non Violenta”, un’esperienza pensata per tutti gli ospiti di della struttura per prevenire il reiterarsi di condotte violente nell’uomo ed esser utile per le donne per evitare situazioni di rischio. Il corso di difesa personale femminile, dove viene insegnato il karate alle ragazze, una disciplina che assume una valenza terapeutica in quanto, sviluppando capacità di agire sotto stress, permette di orientare positivamente i propri impulsi e di migliorare la gestione delle proprie reazioni, ma al tempo stesso offre anche gli strumenti necessari per sapersi difendere, permettendo di aumentare la fiducia nelle proprie risorse e di acquisire maggiore sicurezza in sé stesse. La Mindfulness che risulta funzionale anche per le vittime di violenze perché considera gli abusi subiti come un trauma che compromette la mente, il corpo, le relazioni con gli altri e con l’ambiente esterno e, da questa premessa porta a lavorare sulla persona nella sua interezza aumentando la resilienza individuale e il benessere soggettivo. Infine, per le donne vittime di abusi e violenze c’è la possibilità di elaborare nei colloqui di psicoterapia questi traumi attraverso l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) un protocollo clinico costituito da procedure strutturate, riconosciuto come trattamento d’elezione per il disturbo post-traumatico da stress (ptsd) o per eventi dolorosi. In conclusione, fare in modo che alle donne vengano forniti strumenti per acquisire maggiore consapevolezza di se stesse, del proprio ruolo e della propria unicità è l’unica strada percorribile per eliminare la violenza e le discriminazioni di genere; alle donne che accogliamo in comunità insegniamo che un ruolo fondamentale nella propria vita viene giocato dalle relazioni che non devono essere basate sulla sottomissione ma sulla centralità e sul rispetto e che i legami nascono per arricchire la propria esistenza e non, com’è stato sino ad ora nella loro storia di dipendenza e spesso di violenza, per deprivarla. Un ringraziamento speciale ai ragazzi della Comunità di Palombara, che hanno realizzato una panchina rossa nella struttura, simbolo universalmente riconosciuto della lotta contro la violenza sulle donne e segno permanente e tangibile di memoria. Ma soprattutto grazie a tutte le donne che lavorano in Dianova e che ogni giorno con professionalità, cura ed empatia aiutano tante ragazze con problemi di dipendenza a ritrovare in sé stesse le risorse per riscrivere la propria storia; e, come dicono spesso, “in Comunità si impara a bastare a sé stesse, ad amare sé stesse dandosi un valore tale per cui non ci sia più spazio per legami malati”. PIÙ OPPORTUNITÀ ALLE DONNE = PIÙ OPPORTUNITÀ ALLA SOCIETÀ

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i ragazzi di Palombara durante il corso di Mens inForma
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Corsi di formazione professionale in Comunità: un nuovo percorso per i ragazzi di Palombara Sabina

Nuovi corsi di Inglese, Social Media ed informatica di base, Comunicazione e Marketing, per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di ragazzi con problemi di dipendenza. Nella Comunità di Palombara sono iniziati nuovi corsi di formazione professionale grazie alla collaborazione con Mens inForma, ente di formazione di Catania diretto da Biagio Scaletta; un percorso che rientra nel progetto “Comunità Connesse“. 80 ore di formazione su social media e informatica di base, comunicazione e marketing e inglese che comprendono anche una lezione di 4 ore sulla sicurezza e i diritti e doveri dei lavoratori. Cinque ragazzi e ragazze della struttura si ritrovano ogni giorno, per circa due ore, per seguire le lezioni online a distanza e svolgere esercizi di pratica. Un percorso iniziato a settembre 2020 e che si concluderà a febbraio 2021 che potrà offrire ai nostri ragazzi nuove opportunità di reinserimento lavorativo in diversi ambiti. Un ringraziamento speciale ai docenti di Mens inForma che gratuitamente aiutano i nostri ragazzi ad acquisire nuove competenze professionali per affacciarsi al mondo del lavoro.

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La dott.ssa Giusti durante la presentazione della mindfulness nelle dipendenze
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Mindfulness nelle dipendenze: uno strumento terapeutico nella Comunità di Palombara

Le pratiche della mindfulness applicate nell’intervento sulla dipendenza da sostanze Esiste uno specifico protocollo rivolto alle persone che sviluppano una qualche forma di dipendenza che integra il trattamento cognitivo-comportamentale ai tradizionali insegnamenti; la mindfulness nelle dipendenze consiste in pratiche che offrono agli utenti l’opportunità di osservare i propri vissuti, comprendere i reali bisogni e trovare uno spazio per mentalizzare anche gli stati di sofferenza. Letteralmente la mindfulness è la capacità di “porre attenzione in modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in assenza di giudizio”. Ed ecco che la mindfulness applicata nelle dipendenze diventa uno strumento terapeutico che permette ai ragazzi di approfondire diversi aspetti interiori. È da questi presupposti che nasce il laboratorio esperienziale di minfulness nella Comunità di Palombara tenuto dalla Dott.ssa Tania Giusti; un corso dove partecipano volontariamente 14 ragazzi e ragazze con incontri a cadenza settimanale. I primi incontri, della durata di circa 1 ora e mezza hanno l’obiettivo di portare i partecipanti ad avere una maggiore consapevolezza del quotidiano, per poi passare all’accettazione di sé stessi e delle esperienze passate e infine concludere con lezioni di 2 ore e 30 basate sulla ricerca di uno stile di vita equilibrato e sul miglioramento dei rapporti interpersonali. Ogni incontro ha una parte teorica per illustrare le caratteristiche della mindfulness e una parte esperienziale dove i ragazzi svolgono meditazioni sempre diverse guidati dalla voce della psicologa Tania Giusti, che scandisce l’inizio e la fine della pratica con il suono di una campana tibetana. Per concludere, ogni lezione termina con un momento di condivisione e confronto tra i partecipanti. Nel praticare lo strumento terapeutico della mindfulness nelle dipendenze si coltivano comprensione ed accettazione, i ragazzi imparano ad elaborare anche i sentimenti e i vissuti più negativi. Il dolore viene accolto come qualsiasi altra esperienza umana, non viene negato né evitato, e questo ne riduce la sofferenza.Si sviluppa la capacità di auto-osservarsi, si diventa più consapevoli dei propri stati interni e si impara a lasciare andare pensieri ed emozioni. “Attraverso le meditazioni si sviluppa la capacità di vedere ed accettare le cose per quelle che sono senza giudizio e ciò aiuta a non reagire in modo automatico e inconsapevole, che per i ragazzi della Comunità corrisponde alla droga o alla bottiglia e a tutte le conseguenze negative che la tossicodipendenza comporta.Semplicemente ancorandosi al presente, portando l’attenzione al respiro o alle sensazioni del proprio corpo, i ragazzi imparano nuove strategie di coping, maggiormente utili nelle situazioni ad alto rischio, con cui dovranno confrontarsi per il resto della vita.” dice la Dott.ssa Giusti L’applicazione dello strumento terapeutico della mindfulness nelle dipendenze in Dianova parte da una ricerca condotta dalla Dott.ssa Barnato; ad oggi viene utilizzata nelle Comunità di Palombara, Ortacesus e Montefiore.

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“Mani in pasta”, una nuova esperienza nella Comunità di Palombara

Un corso formativo finanziato grazie al sostegno della Fondazione Karl Kahane e realizzato in collaborazione con l’associazione Raffaella D’Angelo. Il progetto “Mani in pasta” prevede un percorso formativo in ambito culinario per 11 utenti dell’Associazione Raffaella D’Angelo, centro sociale per persone diversamente abili in età post scolare, che impareranno a cucinare un menù completo seguiti dallo Chef Nicola Ciammella e un corso per pizzaioli al quale parteciperanno 8 ragazzi della Comunità Dianova di Palombara Sabina.Il corso di pizzaiolo per i ragazzi di Palombara, tenuto dai maestri Fabio Sociani e Marco Palma, avrà la durata di 100 ore e si svolgerà ogni lunedì e ogni martedì, dalle 9.30 alle 12.30, a partire dal mese di settembre 2020 per concludersi a febbraio 2021: ogni partecipante, dopo un esame finale, otterrà un attestato di partecipazione e all’interno saranno seguiti da un nostro operatore tutor Pasquale Giobbe.Conoscenza delle materie prime, delle farine e dei lieviti, conservazione dei prodotti, preparazione degli impasti sia classici che alternativi, metodi di cottura e realizzazione delle diverse tipologie di pizza: i nostri ragazzi, che saranno dotati di divise e manuali didattici, impareranno ogni singolo aspetto dell’arte del pizzaiolo alternando le lezioni in momenti pratici, momenti teorici e uscite esterne.Al termine del corso, se sarà possibile verrà realizzato, presso la sede dell’Associazione Raffaella D’Angelo un evento dove saranno invitate le autorità locali per dare informazioni e risultati del progetto e verrà allestito un pranzo aperto a tutta la cittadinanza di Palombara con piatti preparati dai partecipanti dei due corsi. Il progetto “Mani in pasta” verrà realizzato grazie al sostegno, pari a circa € 15.817 della Fondazione Karl Kahane, un’organizzazione a scopo benefico con sede in Svizzera, istituita nel 1991 da Karl Kahane (1920-1993), un imprenditore austriaco con un forte interesse nella promozione della pace e della protezione dei più deboli e svantaggiati nel mondo. La fondazione è finanziata privatamente e si caratterizza per la sua indipendenza politica e religiosa. Con un’azione focalizzata ai temi dell’accessibilità delle persone con disabilità, l’integrazione sociale dei migranti e la mobilità sociale di gruppi vulnerabili, la Fondazione Kahane supporta finanziariamente organizzazioni senza scopo di lucro in Europa, Medio Oriente, Turchia e Nordafrica. Un progetto che non solo vuole dare l’opportunità a tanti ragazzi di acquisire nuove competenze spendibili nel mondo del lavoro, ma che permette anche di creare forti ed importanti collaborazioni sul territorio.

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Responsabile della protezione dei dati

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Ruolo: responsabile della protezione dei dati Carrino Giovanni

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