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convegni

Dianova all’audizione della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

Un tavolo di confronto e scambio per affrontare le tematiche relative all’indagine sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori, con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza. Dianova è stata chiamata, dal Professor Bernardo, Coordinatore delle indagini nominato dalla Presidente della Bicamerale Infanzia e Adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, in qualità di esperta del settore delle dipendenze a raccontare la propria esperienza per partecipare ad un’indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nelle condizioni dei minori, con un focus specifico sulla diffusione di alcol, nuove droghe, aggressività e violenza. La Dott.ssa Eugenia Luraschi, psicologa – psicoterapeuta, Responsabile Terapeutica della comunità residenziale di Dianova della sede di Cozzo (PV) mercoledì 15 novembre ha presentato in video conferenza alla Commissione Parlamentare un’analisi dei dati, delle evidenze e delle storie raccolte negli anni di lavoro di Dianova con le persone con problemi di dipendenza da alcol, in particolare dei più giovani. Sono quattro gli argomenti portati all’attenzione della Commissione prendendo in esame 190 casi presi in carico negli ultimi 5 anni nella struttura Dianova di Cozzo: Dopo aver presentato questi elementi la Dott.ssa Luraschi ha portato alla luce alcune considerazioni; prima tra tutte l’importanza e la necessità di un continuum dell’intervento multidisciplinare anche al termine del percorso residenziale. Spesso la complessità del caso all’esterno della struttura riabilitativa viene troppo suddivisa e settorializzata in servizi diversi con il rischio di perdere informazioni e di demotivare la persona e la famiglia a causa di un passaggio costante tra un servizio e l’altro. Dianova ritiene inoltre che sia più che necessario un intervento costante di prevenzione (universale, selettiva, indicativa) su tutta la popolazione per evidenziare i rischi correlati all’utilizzo di alcol; prevenire è anche strutturare e individuare diverse modalità per l’aggancio precoce fin dalla giovane età per intervenire prima sui comportamenti a rischio, diminuire le complessità e ridurre le compromissioni, fattori che hanno un importante impatto sulla vita dell’individuo, della famiglia e della società in generale. Proprio per evidenziare l’importanza dell’aggancio precoce Dianova ha presentato alla Commissione il Centro Diametro, sottolineando, oltre alla numerosità di richieste e prese in carico e la variabilità dei disagi, come il servizio stia operando attraverso una modalità di intervento multidisciplinare, con una particolare attenzione alla rete dei servizi esterni, che sta dando risultati efficaci ponendo la persona al centro del percorso di cura. Un’altra importante riflessione è che nonostante emerga che molti giovani abbiano una modalità di consumo di alcol evidentemente problematica, ancora oggi la persona viene intercettata solo in età avanzata dai servizi e di conseguenza entrano tardivamente nelle comunità; in generale i servizi per le dipendenze sono ancora oggetto di stigmatizzazione per questo è necessario interrompere questa visione per poter farvi accedere il numero più elevato di soggetti.Questo dato indica che vi è una notevole parte di persone che troppo tardi prendono consapevolezza della problematica correlata all’uso di alcol, spesso dopo che la situazione si è aggravata sia a livello individuale (sanitario, sociale e psicologico) sia famigliare, quando l’alcol ha ormai un impatto devastante (molte persone infatti arrivano inviati da servizi per la tutela dei figli). Pertanto anche questo dato ci indica come intervenire precocemente sull’utilizzo di alcol potrebbe avere una riduzione degli effetti sul singolo e sul nucleo famigliare e anche un impatto a livello economico perché richiederebbe, se preso in tempo, meno interventi di vario tipo; si stima infatti che 1€ investito nei servizi per l’assistenza porti a un risparmio di 4€ in ambito sanitario, sociale, etc… Ultima considerazione ma non per importanza è relativa al nucleo famigliare; la famiglia della persona con problemi di alcol ha bisogno di un’attenzione particolare durante il processo di cura dove deve essere necessariamente coinvolta e considerata. I membri della famiglia infatti possono sviluppare sintomi di co-dipendenza e i figli hanno un elevato rischio di avere problemi emotivi e una probabilità maggiore rispetto ai coetanei di sviluppare problemi con l’alcol o altre forme di disagio nella propria vita. Dalle storie delle centinaia di persone che Dianova ha accolto in 40 anni di attività sul territorio italiano emerge in maniera prepotente quanto la problematica di dipendenza si ripercuota di generazione in generazione; è compito non solo degli esperti del settore ma di tutta la società in generale e soprattutto delle istituzioni mettere in atto azioni concrete che possano spezzare questo circolo vizioso così che le persone non abbiano etichette e destini già scritti.

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istituzionale

Che cos’è l’alcol?

Dipendenza da alcol: “Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te” Francis Scott Fitzgerald Dall’esperienza ultra decennale della Comunità Dianova di Cozzo nella cura della dipendenza da alcol vogliamo condividere alcune riflessioni e dare informazioni su ciò si intende quando si parla delle problematiche dell’alcolismo, anche e soprattutto perché nella società emerge sempre più come l’abuso di alcol non sia un argomento che riguarda solo l’alcolista, riguarda anche il ruolo che l’alcool riveste a livello culturale e sociale del nostro paese.Con questo articolo vogliamo fare chiarezza sia sui rischi correlati all’alcol, sia sui luoghi comuni che ne accompagnano il consumo ma anche sui pregiudizi legati al suo utilizzo. Che cos’è l’alcol? Con il termine “alcolici” si raggruppano tutte le sostanze che contengono alcol etilico: vino, birra, superalcolici. L’alcol è farmacologicamente una droga che, secondo le dosi, ha effetti euforizzanti, disinibitori, stimolanti o calmanti. L’alcol etilico o etanolo è una sostanza liquida e incolore che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. Le bevande alcoliche sono tutte quelle che contengono alcol etilico in una determinata concentrazione indicata per legge nell’etichetta della bottiglia. Come viene assunto l’alcol? Si assume sotto forma di bevanda. Effetti ricercati dell’alcol L’assunzione di bevande alcoliche può produrre sensazioni d’ebbrezza, di leggerezza, di disinibizione e di maggiore predisposizione a socializzare. Gli effetti variano a seconda della quantità assunta, della velocità dell’assunzione, dell’abitudine al consumo, dello stato di salute nonché del sesso e della corporatura di chi beve. Agisce soprattutto sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), altera la capacità di concentrazione, le capacità motorie e l’equilibrio.   Conseguenze a breve termine L’intossicazione da alcol (ubriachezza) provoca mancata coordinazione dei movimenti, lentezza dei riflessi, difficoltà a parlare e, soprattutto, tendenza all’aggressività. Secondo le ricerche eseguite in tutti i paesi l’alcol, fra tutte le droghe, è quella che provoca il più alto livello di violenza verso sé stessi e verso gli altri. – ha potere psicoattivo: altera il funzionamento del sistema nervoso centrale;– la sindrome di astinenza è più drammatica di quella di tutte le altre sostanze. Negli stadi iniziali si manifesta con il tremore delle mani, nei casi estremi si hanno delirio e convulsioni (delirium tremens). Conseguenze a lungo termine il consumo di alcol può dare dipendenza fisica e psichica, caratterizzata dall’incapacità di controllare l’assunzione di alcol nonostante il verificarsi di conseguenze negative; dà assuefazione: per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare costantemente la dose; ha conseguenze sul piano individuale, sociale e familiare. Esiste un modo di bere che non fa male? Pochi sanno, anche coloro che hanno un contatto quotidiano, che l’alcol è considerato per l’OMS una droga legale perché come tutte le sostanze stupefacenti ha un potere psicoattivo e di conseguenza altera il funzionamento del sistema nervoso centrale; l’alcol dà dipendenza fisica e psicologica con chiari segni di bisogno di assumere dosi giornaliere per affrontare alcune situazioni o per alleviare i sintomi fisici come tremori o irrequietezza; dà assuefazione e implica pericolosità sociale e individuale proprio come l’eroina e la cocaina. Allora perché l’alcol è più accettato? Per chi nel bere trova il piacere, la gratificazione per aver terminato una giornata di lavoro, per chi ha bisogno di condividere l’alcol con gli amici o di “farsi forza” per affrontare una situazione difficile risulterà difficile accettare di concepire l’alcol come una droga. Per non parlare del produttore di vino o di super alcolici che potrebbe sentirsi paragonato al pusher. Ci rendiamo conto che – culturalmente – associare l’alcol a una droga possa sembrare allarmistico, ridicolo o esagerato, in fondo tutti noi abbiamo ereditato una visione salvifica e irreale dell’alcol: pensiamo al detto che il vino fa buon sangue, la birra fa il latte buono, l’alcol riscalda e ci protegge dal freddo e altri luoghi comuni. Perché allora l’abuso di alcol è così diffuso tra i giovani? L’alcol è una droga che risponde, senza incorrere in sanzioni giudiziarie e troppi pregiudizi sociali, alle esigenze di una società spesso focalizzata sulla soddisfazione immediata del piacere e sempre meno sull’attesa del piacere, in cui il consumismo sfrenato, l’impulso a “possedere” e il bisogno di assorbire velocemente ogni cosa sta prendendo sempre più piede. Come si crea la dipendenza da alcol? Inoltre, ad aumentare la diffusione e l’utilizzo dell’alcol compartecipa la componente che, come gran parte delle sostanze che creano dipendenza, agisce in modo subdolo e distrugge lentamente il bevitore senza che se ne accorga. Infatti, la maggior parte dei bevitori pensano che l’alcol diventi un problema solo nel momento in cui il fisico fa fatica a reggerlo, senza attribuire alcuna importanza al quantitativo di alcol in eccesso ingerito per arrivare al sentirsi ubriachi. Paradossalmente rispetto alle credenze i bevitori che sviluppano una maggiore tolleranza all’alcol (maggiore capacità a reggere l’alcol che il fisico acquisisce spontaneamente ad ogni esposizione con la sostanza e che con il tempo e l’aggravarsi dell’alcolismo si perde quasi totalmente) sono quelli che vanno incontro a danni fisici e psicologici maggiori perché introducono quantità eccessive di alcol nel corpo. Per concludere possiamo dire che il problema della dipendenza da alcol necessita di una specifica attenzione per diversi motivi: l’utilizzo di alcol è accompagnato da molti luoghi comuni e porta con sé molti miti e false credenze che si sono tramandate nel tempo; è una problematica che spesso viene rilevata in maniera tardiva data anche dalla facile reperibilità della sostanza e dal contesto di consumo molto più sdoganato, che porta spesso la persona con problemi di alcol ma anche chi gli sta accanto a “sottovalutare” il fenomeno e a non chiedere aiuto. Sfatiamo i luoghi comuni sull’alcol! L’alcol aiuta la digestione.Non è vero! La rallenta e determina un alterato svuotamento dello stomaco. Le bevande alcoliche sono dissetanti.Non è vero! Disidratano: l’alcol richiede una maggiore quantità di acqua per il suo metabolismo in quanto provoca un blocco dell’ormone antidiuretico, quindi fa urinare di più aumentando la sensazione di sete. L’alcol dà calore.Non è vero! In realtà la dilatazione dei vasi sanguigni di cui è responsabile

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posizionamento

Cos’è la dipendenza

Cos’è la dipendenza oggi: un fenomeno ancora stigmatizzato e sottovalutato accompagnato da troppi luoghi comuni Quando ci chiediamo “Cos’è la dipendenza” quasi tutti siamo propensi a pensare alla raffigurazione del tossicodipendente eroinomane degli anni 70/80/90: una persona poco curata, mal integrata, spesso ai margini della società, dedita al consumo della sostanza per via endovenosa (siringa), una persona con evidenti segni fisici: il cosiddetto “tossico”. Invece la dipendenza da sostanze oggi si è completamente trasformata: nuovi modelli di consumo e nuove sostanze si sono introdotte nella nostra società in maniera prepotente.In questi ultimi anni ci troviamo ad affrontare innumerevoli forme di dipendenza: consumo e abuso di molteplici sostanze come eroina, cocaina, cannabis, nuove droghe, alcol, psicofarmaci, tabacco etc… senza contare le sempre più diffuse dipendenze comportamentali come il gioco d’azzardo, l’uso compulsivo di internet, i disturbi alimentari, lo shopping compulsivo, sex-addiction e le dipendenze affettive. Per avere un’idea della portata del fenomeno di cui stiamo parlando e rispondere alla domanda “Cos’è la dipendenza” è necessario provare a fornire dei dati, soprattutto per quanto riguarda l’area di competenza di Dianova che ha visto l’evoluzione e il cambiamento nell’ambito delle dipendenze dopo oltre trentacinque anni di intervento nelle sue cinque comunità terapeutiche in tutta Italia. Iniziando dall’alcol possiamo dire che nel nostro paese, in base ai dati della Società Italiana di alcologia, i soggetti a rischio dipendenza sono 10 milioni di cui 1 milione sono ragazzi minorenni; un numero preoccupante su una popolazione di circa 60 milioni di persone. Per quanto riguarda le sostanze illegali è estremamente difficile fare delle stime così approfondite come per l’alcol, proprio perché si tratta di un mercato illegale; secondo i dati Europei possiamo dire che si stima che siano oltre 96 milioni le persone che hanno fatto uso di sostanze illegali tra i 15 e i 64 anni e l’Italia è tra i primi paesi con il tasso di consumo più elevato; in Italia la ricerca ESPAD evidenzia che il 34% degli studenti italiani  (15-19 anni) ha fatto uso di sostanze nell’ultimo anno e il 21% degli studenti utilizzatori ha abitudini di consumo che possono sviluppare dipendenze. In qualità di professionisti del settore delle dipendenze possiamo, purtroppo, ipotizzare anche uno scenario futuro: nell’ultimo periodo di pandemia, l’isolamento, l’incertezza sul futuro e la privazione dei contatti sociali hanno portato e porteranno molte persone a cercare “rifugio” e “soddisfazioni” nelle sostanze legali e illegali. Di questi comportamenti continueremo a vederne le conseguenze anche negli anni a venire. Ma allora che cos’è la dipendenza? La definizione più attuale di dipendenza e che anche Dianova sottoscrive è la seguente: “La dipendenza è una malattia cronica e trattabile, che genera interazioni complesse tra i circuiti cerebrali di un individuo, la genetica, l’ambiente e le esperienze di vita. Le persone con problemi di dipendenza fanno uso di sostanze o adottano comportamenti che diventano compulsivi, e spesso continuano nonostante le conseguenze negative.” Per questo è importante comprendere il fenomeno della dipendenza oggi sia in termini di salute delle persone ma anche di impatto sociale, sanitario ed economico ed è necessario pensare e guardare alla dipendenza come un problema di salute che genera effetti diretti ed indiretti e coinvolge sia chi usa, sia la sua famiglia ma anche tutta la società in generale. Proviamo a riflettere su questo aspetto e torniamo a quanto detto precedentemente; ponendoci la domanda “Cos’è la dipendenza da droga” pensiamo subito al “tossico” se parliamo di alcol pensiamo al “senzatetto” con il “vino nel cartone”.Questa è una visione estremamente limitata di che cos’è la dipendenza: non è solo quello, oggi le sostanze di abuso più frequenti sono la cocaina e la cannabis e vengono usate con modalità che non prevedono la via iniettiva ma fumate o sniffate; l’eroina stessa, ancora molto presente, è utilizzata con modalità completamente diverse dal passato e viene anch’essa fumata o sniffata; senza poi pensare a tutte quelle sostanze che attualmente vengono prese per via orale come anfetamine, allucinogeni, ecstasy. Nel caso dell’alcol sono tante le sfaccettature da tenere in considerazione; ci sono i bevitori sociali, quelli eccessivi, quelli problematici e gli alcolisti (in genere sono solo questi a richiedere un aiuto); purtroppo la dipendenza da alcol è estremamente sottovalutata soprattutto perché è una sostanza legale, fa parte delle nostre tradizioni ed è socialmente più accettata, infatti il suo consumo e il contesto nel quale si consuma è molto più sdoganato, basti pensare ai brindisi durante le ricorrenze o anche ai falsi miti con cui siamo cresciuti, “un bicchiere di vino rosso fa bene al cuore”. Parlare di dipendenza spesso ci fa paura e pensiamo che tutto ciò non ci riguardi, molti pensano che la dipendenza metta radici solo in situazioni di estremo disagio. Ma proviamo a sgombrare la mente e a porci questa semplice domanda: chi di noi nella sua vita e nella sua famiglia non ha avuto un’esperienza diretta o indiretta con questa problematica?La risposta è tutti … ce lo confermano non solo i numeri che abbiamo visto prima ma anche le centinaia di richieste di aiuto che riceviamo ogni settimana da mogli, mariti, amici e famigliari. Pertanto, tutte quelle visioni e opinioni che sentiamo comunemente riguardo a che cos’è la dipendenza nelle quali si dice che è qualcosa che “ti sei cercato, che è perché sei un debole, perché è colpa della famiglia” etc… sono soltanto un modo per non farci pensare a quanto vediamo intorno a noi: la dipendenza è una malattia che genera determinati comportamenti, tutti siamo dipendenti da qualcosa il problema è quanto la dipendenza conduce la nostra esistenza o, peggio ancora, la determina. La dipendenza e l’abuso delle sostanze non sono mai la causa del problema ma l’espressione del sintomo di un malessere: solo rimuovendo la causa e agendo su quelle condizioni che valgono per il “benessere” di ogni essere umano, riconoscimento, identità, ruolo, appartenenza sociale, affetti e relazioni è possibile pensare che le persone possano uscire dalla condizione di dipendenza e riprendere in mano la propria vita nella maniera più funzionale e dignitosa possibile. Il ruolo della società

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Prevenzione Dianova scuola Caronno
comunità

Prevenzione giovanile insieme alla scuola media di Caronno

Operatori e ospiti della comunità di Garbagnate hanno portato la loro testimonianza all’interno della Giornata della legalità Un incontro svolto a distanza, grazie alle nuove tecnologie, ma ugualmente sentito da parte dei 92 alunni della scuola media di Caronno.L’occasione è stata la terza Giornata sulla legalità, che la scuola organizza in collaborazione con altri enti, tra cui Dianova. Nel corso dell’incontro si sono approfonditi in particolare i temi della legalità e della dipendenza da sostanze, argomenti delicati che sono stati affrontati grazie al supporto di alcuni ospiti.Il dott. Fabio Reina, responsabile del Sert di Saronno, ha esplorato la tematica del funzionamento del servizio pubblico per le dipendenze, oltre a informare i ragazzi sui rischi delle sostanze e in particolare sull’uso di cannabinoidi. È stata poi la volta di Indira e Sonia delle equipe della comunità Dianova di Garbagnate Milanese, che hanno illustrato la storia della nostra realtà, soffermandosi in particolare sul cambio di paradigma e di pensiero che l’ha portata a diventare un punto di riferimento nell’ambito del trattamento della dipendenza da sostanze. I nuovi protocolli prevedono infatti un approccio sempre più individualizzato, nel quale è l’equipe ad adattarsi alla storia e ai bisogni dell’individuo, e non quest’ultimo ad adeguarsi alle esigenze della comunità in cui è ospitato. Questo porta alla realizzazione di un piano individuale, un percorso studiato insieme a psicologi e psicoterapeuti della comunità, che permette all’ospite di ottenere tutti i mezzi necessari per un corretto reinserimento in società. La conferma di questo approccio è arrivata anche dalle testimonianze di due ospiti della comunità, Antonio e Alessandro, che si sono aperti con gli studenti riguardo la loro esperienza con la dipendenza da sostanze e l’ingresso e la vita in comunità. Gli studenti sono stati particolarmente toccati dal racconto di Antonio e Alessandro, dalle difficoltà che i ragazzi hanno riscontrato e dalla determinazione nell’affrontarle. L’incontro è la conferma del rapporto che lega Dianova alla scuola media di Caronno, che da anni si rivolge a Dianova per approfondire questi delicati argomenti attraverso le testimonianze di chi sta affrontando un percorso terapeutico per un problema di dipendenza e con il supporto dei professionisti che lavorano nella Comunità presente sul nostro territorio.Un ringraziamento particolare va alla docente Chiara Colombo, che con questo incontro ha rinnovato la fiducia in Dianova e il rapporto che ci lega alla scuola media di Caronno, con la quale collaboriamo da anni. La prevenzione da sostanze risulta di fondamentale importanza proprio per la fascia d’età preadolescenziale, nella quale i giovani si trovano ad affrontare numerosi cambiamenti e sono esposti al rischio di consumo di sostanze, attraverso la propria rete sociale e l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione.Un’informazione corretta e consapevole consente di individuare precocemente i rischi, fornendo gli strumenti per affrontare una fase della vita particolarmente complessa.

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Il gruppo prevenzione della ricaduta di Ortacesus
comunità

Nella Comunità di Ortacesus nasce un nuovo gruppo sulla prevenzione delle ricadute nelle dipendenze

L’obiettivo del Gruppo Prevenzione Ricaduta è favorire un’adeguata consapevolezza delle situazioni di rischio che portano la persona a ricadere nell’uso delle sostanze e, allo stesso tempo, stimolarla ad intraprendere un lavoro personale mirato alla prevenzione. Il Gruppo Prevenzione delle ricadute nelle dipendenze, gestito dagli psicologi della Comunità Dianova di Ortacesus, vuole sviluppare un lavoro mirato alla presa di consapevolezza delle situazioni ad alto rischio che possono determinare la ricaduta nell’uso delle sostanze sulla base della “Relapse Prevention Therapy” di Marlatt e Gordon (1985), un modello ampiamente utilizzato soprattutto per le problematiche legate alla dipendenza da alcol, che individua diverse situazioni di rischio che possono portare la persona ad avere una ricaduta nell’uso della sostanza: Stati emotivi sia negativi che positivi: emozioni come ansia, rabbia, tristezza ma anche gioia e felicità possono favorire infatti la ricaduta nell’uso delle sostanze, sia per chi vive un “senso di insoddisfazione” sia per chi usa le sostanze per potenziare il proprio senso di gratificazione. Conflitti interpersonali e famigliari. Pressioni sociali, che si concretizzano in contesti comuni, quando ad esempio si frequentano persone che fanno uso e/o spingono la persona a farne uso. Fattori ambientali, come ad esempio ritrovarsi negli stessi luoghi dove si faceva uso. Difficoltà lavorative e/o di studio. Occasioni di uso di altre sostanze. Condizioni fisiche negative. Verifica di autocontrollo o di prova, in quei casi in cui, ad esempio, dopo un periodo di astinenza, si prova la sostanza per verificare l’effettivo “rifiuto” di essa e potersi definire “guariti”. La Relapse Prevention Therapy (RPT) fa una distinzione tra “episodio di ricaduta” e “processo di ricaduta”: è necessario che la persona possa fronteggiare un episodio di ricaduta e gestire l’Effetto di Violazione dell’Astinenza (AVE). Quest’ultimo infatti può determinare un crollo dell’autoefficacia e generare sentimenti di autosvalutazione, colpa, vergogna e fallimento che spesso possono portare la persona a non mettersi in una posizione protettiva, negando o sottostimando il fatto, criticandosi e non chiedendo aiuto: è così che la persona si espone ad un processo di ricaduta completo e stabile. Per evitare questo tipo di situazioni bisogna costruire e consolidare strategie di coping efficaci che permettano alla persona di gestire l’emotività e le situazioni di rischio, focalizzandosi sulla propria capacità di problem solving e sulla capacità di chiedere aiuto. È proprio su queste strategie che gli psicologi della Comunità Dianova di Ortacesus lavorano nel Gruppo Prevenzione Ricaduta: un incontro della durata di un’ora e mezza che si tiene ogni due settimane e vede il coinvolgimento di 13 ragazzi. Basandosi proprio sul modello RPT, che viene descritto e spiegato dettagliatamente ai partecipanti, gli psicologi della struttura invitano i ragazzi a raccontare i propri vissuti personali e le eventuali risonanze emotive legate al ricordo che vengono elaborate ed indagate anche grazie al contesto gruppale dell’incontro. Parte fondamentale del Gruppo Prevenzione Ricaduta è proprio lavorare insieme ai ragazzi sui fattori predisponenti alla ricaduta che possono portare rapidamente a situazioni ad alto rischio (presenza di craving, indulgenza verso la ricaduta e/o scarsa o assente motivazione). Come sappiamo la Comunità è un contesto protetto, dove necessariamente non si consuma la sostanza: per poter concretamente aiutare i ragazzi a prevenire la ricaduta una volta terminato il percorso terapeutico, gli psicologi della comunità di Ortacesus cominciano fornendo loro degli strumenti pratici proprio in riferimento al percorso residenziale: invitare i ragazzi a condividere subito un’eventuale ricaduta per poter “spezzare” immediatamente l’effetto AVE, permettendo di iniziare tempestivamente un lavoro di elaborazione e di agire da una posizione protettiva. La ricaduta nella sostanza deve esser vista come uno stimolo a conoscersi meglio e a crescere ed è proprio indagando sé stessi che si può intervenire con efficacia in questo tipo di situazioni; il Gruppo Prevenzione Ricaduta della Comunità di Ortacesus ha infatti l’obiettivo di fornire ai ragazzi tutti gli strumenti necessari per prevenire la ricaduta, lavorando sia sui punti di forza e di debolezza della persona sia dal punto di vista individuale che gruppale.

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intervento di prevenzione di Dianova a Caronno
comunità

Conoscere e prevenire: Dianova alla scuola De Gasperi di Caronno

Una giornata per parlare di dipendenze e legalità ai ragazzi delle classi Terze della scuola media De Gasperi di Caronno. Sabato 14 dicembre Dianova, con due dei suoi ragazzi e insieme ad altri esponenti del settore, ha tenuto un intervento per parlare delle dipendenze da sostanze ed alcol a tanti giovani ragazzi che si affacciano al mondo adolescente; “L’obiettivo di questa giornata è quello di fornire opportune conoscenze di modo da poter attuare una seria prevenzione su temi di grande attualità come la dipendenza da sostanze o da gioco” ha sottolineato la prof.ssa Marina Fausto, dirigente scolastica dell’istituto. La giornata intitolata “Non oltrepassiamo la linea gialla” prendendo spunto dal manuale sulle dipendenze di Dianova, è cominciata con l’intervento del dott. Fabio Reina, coordinatore del Ser.T di Saronno, che ha risposto ad alcune domande dei ragazzi focalizzandosi sugli effetti dannosi che le sostanze possono avere non solo sull’organismo ma anche sul comportamento. A seguire due ragazzi della Comunità Dianova di Garbagnate Milanese hanno raccontato le proprie esperienze passate e come stanno vivendo il loro percorso in Comunità, mettendosi in gioco di fronte ad un’aula gremita di studenti e insegnanti. Importanti anche gli interventi degli psicologi e degli operatori di Dianova, che hanno parlato dei progetti e dei programmi attuati nella struttura di Garbagnate Milanese. Successivamente la parola è passata al Maresciallo Roberto Granatiero della stazione dei carabinieri di Caronno, che ha parlato di legalità illustrando gli effetti penali legati al consumo di sostanze stupefacenti. Una giornata che ha avuto un ottimo riscontro da parte non solo degli alunni ma anche dai genitori e dagli insegnanti che hanno ribadito l’importanza di informare i più giovani sulle tematiche relative alla dipendenza, concetti che possono incidere positivamente sul percorso di crescita e formazione dei ragazzi più giovani.

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Responsabile della protezione dei dati

Informazioni sul contatto

Ruolo: responsabile della protezione dei dati Carrino Giovanni

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