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Che cos’è l’alcol?

Dipendenza da alcol: “Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te” Francis Scott Fitzgerald

Dall’esperienza ultra decennale della Comunità Dianova di Cozzo nella cura della dipendenza da alcol vogliamo condividere alcune riflessioni e dare informazioni su ciò si intende quando si parla delle problematiche dell’alcolismo, anche e soprattutto perché nella società emerge sempre più come l’abuso di alcol non sia un argomento che riguarda solo l’alcolista, riguarda anche il ruolo che l’alcool riveste a livello culturale e sociale del nostro paese.
Con questo articolo vogliamo fare chiarezza sia sui rischi correlati all’alcol, sia sui luoghi comuni che ne accompagnano il consumo ma anche sui pregiudizi legati al suo utilizzo.

Che cos’è l’alcol?

Con il termine “alcolici” si raggruppano tutte le sostanze che contengono alcol etilico: vino, birra, superalcolici. L’alcol è farmacologicamente una droga che, secondo le dosi, ha effetti euforizzanti, disinibitori, stimolanti o calmanti. L’alcol etilico o etanolo è una sostanza liquida e incolore che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. Le bevande alcoliche sono tutte quelle che contengono alcol etilico in una determinata concentrazione indicata per legge nell’etichetta della bottiglia.

Come viene assunto l’alcol?

Si assume sotto forma di bevanda.

Effetti ricercati dell’alcol

L’assunzione di bevande alcoliche può produrre sensazioni d’ebbrezza, di leggerezza, di disinibizione e di maggiore predisposizione a socializzare. Gli effetti variano a seconda della quantità assunta, della velocità dell’assunzione, dell’abitudine al consumo, dello stato di salute nonché del sesso e della corporatura di chi beve. Agisce soprattutto sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), altera la capacità di concentrazione, le capacità motorie e l’equilibrio.  

Conseguenze a breve termine

L’intossicazione da alcol (ubriachezza) provoca mancata coordinazione dei movimenti, lentezza dei riflessi, difficoltà a parlare e, soprattutto, tendenza all’aggressività. Secondo le ricerche eseguite in tutti i paesi l’alcol, fra tutte le droghe, è quella che provoca il più alto livello di violenza verso sé stessi e verso gli altri.

– ha potere psicoattivo: altera il funzionamento del sistema nervoso centrale;
– la sindrome di astinenza è più drammatica di quella di tutte le altre sostanze. Negli stadi iniziali si manifesta con il tremore delle mani, nei casi estremi si hanno delirio e convulsioni (delirium tremens).

Conseguenze a lungo termine

  • il consumo di alcol può dare dipendenza fisica e psichica, caratterizzata dall’incapacità di controllare l’assunzione di alcol nonostante il verificarsi di conseguenze negative;
  • dà assuefazione: per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare costantemente la dose;
  • ha conseguenze sul piano individuale, sociale e familiare.

Esiste un modo di bere che non fa male?

Pochi sanno, anche coloro che hanno un contatto quotidiano, che l’alcol è considerato per l’OMS una droga legale perché come tutte le sostanze stupefacenti ha un potere psicoattivo e di conseguenza altera il funzionamento del sistema nervoso centrale;
l’alcol dà dipendenza fisica e psicologica con chiari segni di bisogno di assumere dosi giornaliere per affrontare alcune situazioni o per alleviare i sintomi fisici come tremori o irrequietezza; dà assuefazione e implica pericolosità sociale e individuale proprio come l’eroina e la cocaina.

Allora perché l’alcol è più accettato?

Per chi nel bere trova il piacere, la gratificazione per aver terminato una giornata di lavoro, per chi ha bisogno di condividere l’alcol con gli amici o di “farsi forza” per affrontare una situazione difficile risulterà difficile accettare di concepire l’alcol come una droga. Per non parlare del produttore di vino o di super alcolici che potrebbe sentirsi paragonato al pusher.

Ci rendiamo conto che – culturalmente – associare l’alcol a una droga possa sembrare allarmistico, ridicolo o esagerato, in fondo tutti noi abbiamo ereditato una visione salvifica e irreale dell’alcol: pensiamo al detto che il vino fa buon sangue, la birra fa il latte buono, l’alcol riscalda e ci protegge dal freddo e altri luoghi comuni.

Perché allora l’abuso di alcol è così diffuso tra i giovani?

L’alcol è una droga che risponde, senza incorrere in sanzioni giudiziarie e troppi pregiudizi sociali, alle esigenze di una società spesso focalizzata sulla soddisfazione immediata del piacere e sempre meno sull’attesa del piacere, in cui il consumismo sfrenato, l’impulso a “possedere” e il bisogno di assorbire velocemente ogni cosa sta prendendo sempre più piede.

Come si crea la dipendenza da alcol?

Inoltre, ad aumentare la diffusione e l’utilizzo dell’alcol compartecipa la componente che, come gran parte delle sostanze che creano dipendenza, agisce in modo subdolo e distrugge lentamente il bevitore senza che se ne accorga.

Infatti, la maggior parte dei bevitori pensano che l’alcol diventi un problema solo nel momento in cui il fisico fa fatica a reggerlo, senza attribuire alcuna importanza al quantitativo di alcol in eccesso ingerito per arrivare al sentirsi ubriachi. Paradossalmente rispetto alle credenze i bevitori che sviluppano una maggiore tolleranza all’alcol (maggiore capacità a reggere l’alcol che il fisico acquisisce spontaneamente ad ogni esposizione con la sostanza e che con il tempo e l’aggravarsi dell’alcolismo si perde quasi totalmente) sono quelli che vanno incontro a danni fisici e psicologici maggiori perché introducono quantità eccessive di alcol nel corpo.

Per concludere possiamo dire che il problema della dipendenza da alcol necessita di una specifica attenzione per diversi motivi: l’utilizzo di alcol è accompagnato da molti luoghi comuni e porta con sé molti miti e false credenze che si sono tramandate nel tempo; è una problematica che spesso viene rilevata in maniera tardiva data anche dalla facile reperibilità della sostanza e dal contesto di consumo molto più sdoganato, che porta spesso la persona con problemi di alcol ma anche chi gli sta accanto a “sottovalutare” il fenomeno e a non chiedere aiuto.

Sfatiamo i luoghi comuni sull’alcol!

L’alcol aiuta la digestione.
Non è vero! La rallenta e determina un alterato svuotamento dello stomaco.

Le bevande alcoliche sono dissetanti.
Non è vero! Disidratano: l’alcol richiede una maggiore quantità di acqua per il suo metabolismo in quanto provoca un blocco dell’ormone antidiuretico, quindi fa urinare di più aumentando la sensazione di sete.

L’alcol dà calore.
Non è vero! In realtà la dilatazione dei vasi sanguigni di cui è responsabile produce soltanto una momentanea e ingannevole sensazione di calore in superficie che, in breve, comporta un ulteriore raffreddamento del corpo e aumenta il rischio di assideramento, se fa freddo e si è in un ambiente non riscaldato o all’aperto.

L’alcol dà forza.
Non è vero! L’alcol è un sedativo e produce soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore. Inoltre solo una parte delle calorie fornite dall’alcol possono essere utilizzate per il lavoro muscolare.

Fare un pasto abbondante prima di bere fa rimanere sobri
Non è vero! In realtà bere a stomaco pieno è utile soltanto a rallentare, e quindi non ad impedire, l’assorbimento dell’alcol nel circolo sanguigno.

Hai un problema di alcolismo o lo vivi attraverso una persona a te cara? Scopri il modulo specialistico per alcolisti e polidipendenti della Comunità Dianova di Cozzo e chiamaci al numero verde 800.012729 per avere informazioni su come entrare in Comunità per un problema di dipendenza da alcol.

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