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Giornata formativa sul Set di strumenti ICF-Recovery ad Ancona

Il 24 gennaio alla presenza di circa 20 professionisti del settore è stato approfondito il set di strumenti ICF-Recovery Diverse le persone presenti alla giornata, Adriano Baldoni Direttore del Dipartimento Dipendenze Area Vasta 2 di Ancona, 20 operatori del settore provenienti dai Sert di Senigallia, Ancona, Jesi, Fabriano, dal servizio di Alcologia di Ancora e del GAP e da diverse strutture del privato sociale del territorio, OIKOS, Polo 9 e Cooss Marche. Per Dianova era presente il Responsabile Terapeutico della Comunità di Montefiore dell’Aso, Michele Maurizi che è stato relatore e formatore sull’utilizzo del set di strumenti ICF-Recovery, insieme all’educatrice Elisa Federici dell’equipe della struttura di Dianova. L’idea di organizzare questa giornata di approfondimento sull’applicazione di questo strumento è stata della D.ssa Falcinelli che, insieme ad altri operatori dei servizi del territorio, aveva seguito un corso formativo su ICF-Recovery realizzato dal Dr. Luciano Pasqualotto, uno degli ideatori di questo strumento. Grazie ad una registrazione del webinar “La continuità terapeutico-riabilitativa tra Comunità e SerD con gli strumenti ICF-Recovery: una case history” realizzato da Dianova il 25 febbraio 2022 i partecipanti alla giornata hanno potuto prendere dimestichezza con lo strumento.Michele Maurizi di Dianova ha fatto un’introduzione sul modello di intervento e il paradigma che accompagnano l’applicazione del set di strumenti ICF-Recovery. Dopo questa breve introduzione è stata presentata la piattaforma ICF con tutti gli strumenti che la compongono; il set di strumenti ICF-Recovery infatti si compone di: – un Protocollo per l’osservazione da parte degli operatori; – di un Questionario per l’autovalutazione del paziente e di due moduli elettronici che generano: – un Profilo di funzionamento – un quadro di Comparazione dei dati a distanza di tempo. Proprio per entrare nel merito di questo set di strumenti è stata simulata la compilazione di ICF-Recovery con una spiegazione di tutti gli item presenti nei vari questionari per ricavare un profilo di funzionamento. Una giornata formativa di grande interesse che ha aperto diverse discussioni sia sul ruolo dell’operatore all’interno dell’intervento terapeutico che proprio grazie all’applicazione del set di strumenti ricopre un ruolo sempre meno protagonistico lasciando spazio alla persona con problemi di dipendenza che passa dall’essere “paziente” ad essere “persona” totalmente coinvolta nel proprio percorso; ma anche sulla necessità di misurare concretamente l’impatto degli interventi riabilitativi proposti e i loro risultati, creando delle vere e proprie sinergie tra il servizio inviante e la Comunità Terapeutica.

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Webinar Dianova: La continuità terapeutico-riabilitativa tra Comunità e SerD con gli strumenti ICF-Recovery: una case history

Un esempio di continuità terapeutica tra servizio pubblico e strutture residenziali grazie al set di strumenti ICF-Recovery. Venerdì 25 febbraio oltre 170 professionisti dei servizi pubblici e privati d’Italia hanno partecipato al webinar di Dianova “La continuità terapeutico-riabilitativa tra Comunità e SerD con gli strumenti ICF-Recovery: una case history” realizzato con gli interventi di alcuni professionisti di Dianova, la D.ssa Sara Cecchetti – Psicologa/Psicoterapeuta di Dianova Italia e la D.ssa Rita Ferendeles – Psicologa/Psicoterapeuta nella Comunità Dianova di Palombara (Roma) in collaborazione con la D.ssa Lucia de Conteris – Assistente Sociale del Ser.D. di Ciampino e della D.ssa Simonetta Della Scala – Psicologa Psicoterapeuta del SER.D di Ciampino con l’importante contributo del Dr. Luciano Pasqualotto – Team Leader del progetto ICF-Recovery dell’Università di Verona. Il webinar aveva l’obiettivo principale di offrire, attraverso appunto una case history, l’applicazione nella pratica del set di strumenti ICF-Recovery utilizzato nelle Comunità Dianova dal 2016, sia in ambito residenziale che ambulatoriale attraverso l’esperienza di tutti gli attori coinvolti: la persona, la Comunità Terapeutica e il Ser.D. Il webinar ha avuto inizio con l’intervento delle D.sse Rita Ferendeles e Sara Cecchetti che aveva come titolo “La costruzione di un progetto individuale con il supporto degli strumenti ICF-Recovery – un’esemplificazione clinica il caso di P.” ed è proseguito con l’intervento e il prezioso contributo delle D.sse Simonetta Della Scala e Lucia Conteris “La continuità terapeutica e la co-costruzione del progetto di Recovery di P.” intervallati dal contributo video di P. che ha raccontato l’evoluzione del suo percorso sia all’interno della Comunità Dianova di Palombara sia successivamente nel Ser.D. di Ciampino. Attraverso la case history di P. è stata realizzata una dimostrazione concreta dell’applicazione del set di strumenti ICF-Recovery nel quale è stato possibile non solo dare una spiegazione dettagliata dell’importanza della sinergia e della collaborazione con tutti gli esperti del settore delle dipendenze al fine di avere una completa continuità terapeutico-riabilitativa, ma è stata data anche una concreta dimostrazione di cosa significhi mettere al centro i bisogni e le risorse dell’utente: un utente che passa dall’essere “Paziente” ad essere “Persona” proprio grazie alla possibilità di essere parte attiva e protagonista del proprio percorso di cura a cui, di fatto viene realmente riconosciuto un “potere” contrattuale e di scelta. La sinergia con i servizi permette di condividere una reale progettualità e accelerare i tempi per creare un’alleanza vera con chi intraprende un percorso terapeutico e permette di costruire una continuità nel proprio percorso e non una scissione tra i vari servizi permettendoci di intervenire su aspetti specifici e nei quali ogni attore riveste il proprio ruolo; oggi riabilitare è permettere di arrivare al massimo funzionamento/autonomia possibile per garantire la partecipazione alla vita desiderata e l’ambiente è una variabile fondamentale e passibile di intervento diretto, per questo è necessario creare setting anche al di fuori dalle strutture residenziali e/o ambulatoriali, lavorando in rete e negli ambienti di vita delle persone. Ultimo ma sicuramente non per importanza l’intervento del Dr. Luciano Pasqualotto e del suo team, il Dr. Alessio Cazzin e il Dr. Emanuele Perrelli, che hanno presentato ICF-Recovery nella sua ideazione e creazione che è partita tenendo presente la definizione di Paola Carrozza sulla Recovery che permette di offrire alla persona con problemi di dipendenza patologica «la possibilità di riprendere una prospettiva di sviluppo, di esercitare ruoli utili e validi, di scegliere e di dirigere la propria vita», in definitiva di avere «una vita più funzionale e dignitosa»; l’applicazione del set di strumenti ICF oggi è ampiamente sperimentata sia in molti Ser.D. che Comunità Terapeutiche. Per maggiori informazioni sul webinar o ricevere i materiali e la registrazione dell’evento: [email protected]

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Interscambio, buone prassi ed esperienze attraverso ICF-Recovery

Un incontro con gli autori e le equipe terapeutiche delle Comunità di Dianova Icf-Recovery, il set di strumenti utilizzato da Dianova nelle sue cinque Comunità Terapeutiche, ha segnato sia un cambio di paradigma ma anche un passaggio necessario per integrare l’approccio bio-psico-sociale adottato da sempre in Dianova e lavorare con un set di strumenti orientati verso una concezione moderna del concetto di riabilitazione. Questo tipo di approccio, riconosciuto scientificamente, determina con maggiore decisione appunto un cambio di paradigma rispetto ai vecchi modelli tradizionali applicati generalmente nella riabilitazione dalle dipendenze: un passo avanti per avviare anche una valutazione sui risultati in termini di out-come. Se da un lato ICF è lo strumento ideale per lavorare in Equipe Multidisciplinare e sostiene nella visione della persona e della presa in carico olistica, tale metodologia in generale non è ancora così diffusa; infatti la visione della riabilitazione moderna della persona e il cambiamento della visione da “Paziente” a “Persona con desideri” è ancora concretamente più un auspicio che una realtà. Raramente alla persona viene chiesto di cosa ha bisogno e a cosa vuole dare priorità rispetto al proprio programma riabilitativo. Accade che si seguano linee guida, protocolli, cosa peraltro utile e necessaria, escludendo però un passaggio fondamentale: il coinvolgimento reale della persona per farla diventare protagonista attiva del proprio percorso di Recovery. Complessivamente quindi il nuovo senso generale di “riabilitare” è molto ampio perché vuole garantire tutti i diritti, sostenere l’inclusione e promuovere la qualità della vita che è necessariamente soggettiva. L’incontro con due degli autori, Emanuele Perelli e Alessio Cazzin, e le/i responsabili terapeutiche/i delle cinque Comunità di Dianova è stato propedeutico per comprendere in maniera molto pratica che cosa è cambiato nella prassi quotidiana nelle strutture di Dianova che, al momento, è la realtà più grande in ambito residenziale che applica ICF-Recovery. Un incontro che ha fatto emergere oltre che l’evoluzione negli aspetti più concettuali e clinici, anche i cambiamenti realizzati attraverso esempi pratici che possono essere da stimolo per comprendere meglio l’applicazione dello strumento; l’obiettivo è costruire una raccolta di esempi, di esperienze e di buone prassi che possano favorire in primis l’applicazione dello strumento nell’operatività ma anche una disseminazione del suo utilizzo nell’ambito delle dipendenze. I contributi raccolti verranno messi a disposizione in rete sul sito di ICF-Recovery.

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Un importante incontro con i Servizi pubblici e privati di tutta Italia

Il webinar organizzato da Dianova: “Le Comunità di Dianova: la sinergia con i servizi pubblici e privati per una nuova prospettiva orientata alla recovery” Mercoledì 9 giugno alle ore 14.00 Dianova ha organizzato un webinar dedicato ai servizi pubblici e privati del settore delle dipendenze patologiche al quale hanno partecipato 42 operatori, educatori, psicologi dei Ser.T/Ser.D/SMI/NOA da tutta Italia grazie alla piattaforma online Zoom che ci ha permesso di creare un tavolo di confronto con esperti da tutta Italia. Un momento di incontro durato 1 ora e mezza dove, in conclusione, è stato lasciato ampio spazio al dibattito per permettere una diretta interazione tra i relatori di Dianova e i partecipanti, che hanno posto domande e portato alla luce diverse riflessioni sulla situazione attuale nell’ambito delle dipendenze. L’obiettivo del webinar infatti era dare spazio al confronto tra esperti del settore delle dipendenze patologiche per implementare reti e sinergie efficaci per garantire percorsi sempre più individualizzati che possano «far raggiungere alle Persone il più alto livello di funzionamento/autonomia e partecipazione possibile, in relazione alla volontà della persona stessa e al contesto, nell’ottica di un reale empowerment». L’evento, moderato da Ombretta Garavaglia, responsabile del dipartimento comunicazione di Dianova, è stato così articolato: Dopo una breve presentazione iniziale della giornata con informazioni tecniche e organizzative sulla gestione del webinar la parola è passata alla Dott.ssa Sara Cecchetti, psicologa psicoterapeuta responsabile degli ingressi per il centro e il sud Italia, che ha presentato le cinque Comunità Terapeutiche di Dianova entrando nel merito di ognuna evidenziandone le peculiarità, le caratteristiche, i progetti e le attività svolte e tutt’ora in corso, offrendo a tutti i partecipanti un’esaustiva panoramica delle nostre strutture residenziali. Successivamente la Dott.ssa Rita Ferendeles, psicologa psicoterapeuta responsabile terapeutica della struttura Dianova di Palombara Sabina, ha ripercorso l’evoluzione del modello di intervento di Dianova dagli albori fino ad oggi dal titolo “L’evoluzione del modello di intervento di Dianova: verso una nuova prospettiva di recovery”. L’obiettivo dell’intervento della Dott.ssa Ferendeles era quello di tratteggiare la “mutazione genetica” di Dianova avvenuta in oltre 35 anni di attività, partendo dal modello pionieristico adottato negli anni ’80 dove la Comunità consisteva in una “comunità di vita” che aveva come fulcro centrale dell’intervento un modello di vita di gruppo e il processo di auto-aiuto; il riferimento era un modello medico/accuditivo che si caratterizzava sostanzialmente sulla cessazione immediata dell’uso di sostanze stupefacenti, sull’inserimento nella vita di gruppo e sulla sorveglianza medico-legale durante il periodo di disintossicazione. Un approccio decisamente riduttivo perché orientato unicamente alla remissione dei “sintomi”, alla cessazione della condotta tossicomane e al ripristino di condizioni sanitarie accettabili. Successivamente Dianova ha adottato e implementato dei programmi maggiormente standardizzati che, dopo una prima fase di accoglienza finalizzata alla disintossicazione o stabilizzazione della persona e al consolidamento della motivazione funzionale (tra gli strumenti maggiormente utilizzati per lungo tempo vi è stato il MAC, Motivazione Al Cambiamento), dava accesso ad una fase centrale del percorso terapeutico dove l’obiettivo era aumentare il processo di responsabilizzazione e di autonomia attraverso anche una graduale sperimentazione esterna per “testare” la capacità della persona in trattamento di consolidare la distanza effettiva dalla sostanza in contesti non protetti. L’ultima parte del percorso, in questa fase storica del modello applicato da Dianova, era poi correlata alla fase di reinserimento socio lavorativo che potesse portare verso quella che veniva considerata un’autonomia completa. Successivamente la Dott.ssa Ferendeles ha posto l’accento sul modello applicato negli ultimi anni in Dianova: interventi che hanno origine da una prospettiva improntata su un approccio olistico che dà particolare attenzione alla centralità della persona nella sua globalità di funzionamento, attribuendo importanza a tutte le aree della sua vita, al fine di implementare percorsi riabilitativi fortemente individualizzati che permettano alla persona di raggiungere il più alto livello di funzionamento e autonomia possibile. Un cambio di paradigma dal quale emerge la necessità di bilanciare i trattamenti sanitari con altri aspetti fondamentali come l’autodeterminazione, le relazioni famigliari e sociali, l’autosufficienza economica, il lavoro, l’inclusione sociale.È su questo terreno che è stato introdotto lo strumento ICF-Recovery (precedentemente noto come ICF-Dipendenze), adottato in Dianova dal 2018 per conciliare programmi riabilitativi che tengano conto dell’unicità della persona e del suo contesto, con approcci e protocolli basati su evidenze scientifiche che possono offrire anche l’opportunità di valutare e misurare i risultati nel corso del tempo. In conclusione del suo intervento la Dott.ssa Ferendeles ha voluto evidenziare quanto il nuovo modello applicato in Dianova abbia un’importante valenza anche sul concetto dello stigma in quanto consente alle persone una più precoce inclusione sociale: i percorsi terapeutici tradizionali spesso rafforzano e alimentano nella persona con problemi di dipendenza la percezione di non essere “come tutti gli altri” anche in termini di ruolo nella società, nella quale spesso resta traccia di questo passato/presente che la etichetta come “tossico o ex tossico”.Quindi adottare strumenti come l’ICF-Recovery che non hanno come riferimento esclusivamente la psicopatologia ma anche la “normalità” permette di superare un approccio di tipo stigmatizzante, consentendo anche agli operatori del settore di far cadere quei filtri che vedono prima l’aspetto patologico piuttosto che la persona nella sua globalità, considerandone i desideri, gli obiettivi e senza legarla alla sua condizione di fragilità legata alla tossicodipendenza. Infine l’ultimo intervento del webinar è stato “Il nuovo modello di Comunità e il valore della sinergia con i servizi” esposto dalla Dott.ssa Eugenia Luraschi, psicologa psicoterapeuta responsabile terapeutica della struttura di Cozzo. Durante il suo intervento la Dott.ssa Luraschi è entrata più approfonditamente nel merito dello strumento ICF-Recovery spiegando dettagliatamente il nuovo modello applicato da Dianova e sottolineando l’importanza della rete sinergica con i servizi pubblici e privati.Per raggiungere Il massimo grado di funzionamento/autonomia possibile è necessario che venga adottato un pensiero flessibile che non preveda per tutti necessariamente una completa disintossicazione e che veda la comunità non come un unicum ma come una parte del percorso della persona con problemi di dipendenza che inizia, appunto, con il supporto del servizio pubblico e/o privato. L’applicazione dei nuovi modelli permette inoltre il passaggio da “paziente” a “persona” ma per far sì che questo venga

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Il nuovo corso ICF-Recovery nelle dipendenze
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Nuova formazione nelle dipendenze: le equipe delle Comunità di Dianova al corso ICF-Recovery

L’evoluzione del set di strumenti ICF-Dipendenze in ICF-Recovery, un aggiornamento per continuare la sua applicazione nelle strutture di Dianova. Quattro giornate di formazione tenuta da Luciano Pasqualotto (Università di Verona), Alessio Cazzin ed Emanuele Perrelli (educatori professionali del Dipartimento delle Dipendenze dell’ULSS 3 Serenissima del Veneto), per una nuova formazione nelle dipendenze: il set di strumenti ICF-Dipendenze diventa ICF-Recovery. Dal 2018, in tutte le 5 Comunità di Dianova, viene applicato ICF-Dipendenze: un set di strumenti che permette di identificare le risorse e le fragilità attraverso un protocollo di osservazione da parte degli operatori e un questionario per l’autovalutazione di ogni utente. Questi strumenti permettono infatti di generare un Profilo di Funzionamento della persona che contribuisce a definire il percorso terapeutico-riabilitativo individuale. ICF-Dipendenze costituisce la prima applicazione italiana dell’ICF nell’ambito delle dipendenze patologiche; pertanto è uno strumento in continuo cambiamento, che si sta evolvendo in ICF-Recovery, dove il concetto di recovery riassume in modo efficace la necessità operativa di riconoscere al paziente la titolarità del suo percorso terapeutico-riabilitativo e la definizione di obiettivi legati alla qualità di vita possibile. È proprio in merito all’evoluzione dell’ICF-Dipendenze in ICF-Recovery che 21 operatori delle 5 Comunità Dianova hanno partecipato ad una formazione online con il Dr. Pasqualotto per 4 lezioni di 3 ore ciascuna nelle giornate del 28 e del 30 settembre e il 12 e il 21 ottobre 2020. Un corso che ha permesso agli operatori di Dianova di integrare competenze per continuare ad utilizzare il set di strumenti ICF, la peculiarità di questo nuovo strumento è quello di rendere l’utente ancora più coinvolto nella creazione del proprio percorso terapeutico, nell’individuazione dei propri punti di forza e le proprie debolezze e nella definizione di obiettivi specifici attraverso la somministrazione di questionari di autovalutazione semplici e chiari.I questionari vengono somministrati in diversi momenti: all’inizio, più volte durante il percorso e a conclusione dello stesso, permettendo non solo agli operatori ma anche alla persona stessa di monitorare il raggiungimento degli obiettivi previsti e definirne di nuovi.

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ICF-Dipendenze: una breve presentazione nei servizi per le dipendenze dell’Asst di Milano

L’11 settembre il Dr. Pasqualotto e Dianova hanno presentato presso il Dipartimento Interaziendale Dipendenze di Milano il set di strumenti ICF- Dipendenze Il giorno 11 settembre dalle 10,00 alle 13,00 in collaborazione con il Dipartimento Interaziendale Dipendenze -DIPEAD si è tenuta una breve presentazione sull’ICF-Dipendenze. ICF-dipendenze è un set di strumenti che si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento e della Disabilità (ICF) che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato nel 2001, ed è composto da un protocollo di osservazione per gli operatori, un questionario di autovalutazione per i pazienti e da una gestione informatizzata dei dati in grado di generare un profilo di funzionamento dell’utente dal quale è possibile cogliere in maniera immediata quali sono le priorità di intervento e le necessità e i bisogni del singolo individuo. Un insieme di strumenti delineati dopo una sperimentazione durata tre anni che sono in grado di valutare il “funzionamento” complessivo della persona in condizioni di dipendenza e di fornire indicazioni ed evidenze per la programmazione mirata di azioni di intervento. La prospettiva di riferimento della Classificazione ICF è di tipo bio-psico-sociale. Un set di strumenti che Dianova, grazie alla formazione condotta dal Dr. Pasqualotto, autore con il suo team dell’applicazione dello strumento nell’ambito delle dipendenze, ha iniziato ad applicare da maggio del 2018 in tutte le 5 strutture residenziali. Alla giornata hanno partecipato circa 20 persone provenienti dai diversi Servizi (Ser.D. e NOA) dell’ASST di Milano, dopo una breve presentazione realizzata dal Dr. Gatti (Direttore del Dipartimento Interaziendale Prestazioni erogate nell’ambito delle Dipendenze e Direttore della Struttura Complessa–Programmazione, Studi e Ricerche nell’Area Dipendenze) che ha ospitato e organizzato la mattinata, la prima parte è stata condotta dal Dr. Pasqualotto che ha introdotto e spiegato il paradigma che è alla base dell’ICF-Dipendenze ma soprattutto l’opportunità offerta dallo strumento per applicare un modello di cura basato sulla presa in carico individuale e su percorsi sempre più condivisi fra soggetti pubblici e privati. L’intervento di Dianova ha illustrato il percorso di avvicinamento all’ICF, la sua implementazione e la sua applicazione nell’ambito residenziale, ma anche la prospettiva futura: realizzare una valutazione di outcome gruppale.Dopo le presentazioni è stato dato spazio a domande e riflessioni dei presenti. L’obiettivo di questa giornata per Dianova era quello di cercare di realizzare sinergie perché lo strumento possa essere adottato anche in altre strutture sia pubbliche che private che si occupano di dipendenze patologiche, come già avviene in altri territori. L’attenzione verso la globalità del paziente e quindi al miglior profilo di funzionamento possibile oltre all’integrazione, sono obiettivi difficili, complessi ma nello stesso tempo indispensabili, raggiungibili con un continuo confronto e sforzo comunicativo, relazionale e professionale da parte di tutti gli operatori coinvolti; riteniamo che i vantaggi che lo strumento ci offre potrebbero essere diversi: creare un linguaggio comune che permetterebbe di rinforzare l’intervento di rete tra le Comunità Terapeutiche e servizi, costruire progetti maggiormente mirati e finalizzati al bisogno del paziente, la possibilità di valorizzare sia la complessità e completezza dell’intervento nella residenzialità ma anche di quella dei servizi e soprattutto, la possibilità di costruire percorsi congiunti di outcome.

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Dianova presenta ad Assisi l’esperienza con l’ICF-Dipendenze

Relatori al Convegno Nazionale “Dipendenze patologiche – Percorsi di riabilitazione tra pubblico e privato” Il 27 maggio ad Assisi Dianova ha preso parte tra i relatori del Convegno Nazionale “Dipendenze patologiche – Percorsi di riabilitazione tra pubblico e privato” organizzato dal Centro attività sulle dipendenze Cast Assisi Onlus, con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Assisi. Il convegno si è articolato in tre sessioni durante le quali sono stati approfondirti scenari, strumenti ed esperienze sia del servizio pubblico che privato nell’ambito dell’intervento nelle dipendenze patologiche e si è concluso con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato rappresentanti di varie federazioni tra queste la SITD, il CNCA e l’INTERCEAR. L’evoluzione del fenomeno delle dipendenze ci spinge in maniera più urgente a definire una prospettiva di cura focalizzata sulla condizione di vita della persona nella quale il raggiungimento dell’astinenza o il controllo dei consumi siano accompagnati fin dall’inizio da obiettivi di riabilitazione di tipo bio-psico-sociale; è per questo che risulta necessario applicare un modello di cura basato sulla presa in carico e su percorsi sempre più condivisi fra soggetti pubblici e privati, la stesura di un Progetto Terapeutico Individualizzato va arricchita da un’attenta valutazione, ed è qui che a nostro parere trova spazio l’innovativo strumento dell’ICF-Dipendenze. Un set di strumenti che Dianova, grazie alla formazione condotta dal Dr. Pasqualotto autore con il suo team dell’applicazione dello strumento nell’ambito delle dipendenze, ha iniziato ad applicare in tutte le 5 strutture e in un anno dalla sua implementazione ci ha consentito di raccogliere circa 250 profili; un impegno importante per Dianova che ci ha anche permesso di bilanciare meglio il nostro approccio di tipo bio-psico-sociale necessario per trattare la complessità insita nel fenomeno della dipendenza e la persona nella sua globalità. Un ringraziamento speciale al Dr. Pasqualotto e al suo team e agli organizzatori del Convegno che hanno fatto in modo che questo scambio di esperienze continui a costruire quella rete sinergica di intervento necessaria tra il servizio pubblico e quello privato per rispondere al problema della dipendenza.

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Incontro con il Dott. Luciano Pasqualotto a Dianova Garbagnate

Tutte le equipe terapeutiche riunite per discutere e confrontarsi sull’utilizzo del set di strumenti ICF-dipendenze. Dianova incontra il Professor Pasqualotto e il set di strumenti ICF-dipendenze nel febbraio 2018, quando due collaboratrici partecipano ad una formazione mirata che le stesse colleghe hanno trasferito alle equipe terapeutiche delle Comunità di Dianova a livello nazionale. A partire da maggio 2018 il set di strumenti ICF dipendenze viene utilizzato in tutte e cinque le strutture residenziali presenti sul territorio nazionale. Per approfondire gli interrogativi emersi in questo quasi anno di sperimentazione dello strumento, mercoledì 6 febbraio, presso la Comunità di Garbagnate Milanese, le equipe terapeutiche di tutte le strutture di Dianova si sono riunite per una giornata di formazione, tenuta dal Dott. Luciano Pasqualotto, dottore di ricerca in Pedagogia e professore dell’Università di Verona, sul set di strumenti ICF-Dipendenze, con un focus sul trattamento residenziale. L’ICF-dipendenze è un set di strumenti che si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento e della Disabilità (ICF) che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato nel 2001, ed è composto da un protocollo di osservazione per gli operatori, un questionario di autovalutazione per i pazienti e da una gestione informatizzata dei dati in grado di generare un profilo di funzionamento dell’utente dal quale è possibile cogliere in maniera immediata quali sono le priorità di intervento e le necessità e i bisogni del singolo individuo; un insieme di strumenti delineati dopo una sperimentazione durata tre anni che sono in grado di valutare il “funzionamento” complessivo della persona in condizioni di dipendenza e di fornire indicazioni ed evidenze per la programmazione mirata di azioni di intervento. La prospettiva di riferimento della Classificazione ICF è di tipo bio-psico-sociale. La giornata è cominciata con una prima parte dove è stata approfondita la cornice teorica di riferimento della Classificazione ICF. Contemporaneamente sono stati presentati alcuni aggiornamenti apportati dal Professor Pasqualotto e il suo team di ricerca in merito al set di strumenti; a seguire il focus si è spostato sull’applicazione dell’ICF-Dipendenze nel contesto residenziale. Il set di strumenti permette agli operatori delle strutture residenziali di ottenere un profilo di funzionamento dell’Ospite a partire dal quale è possibile costruire un progetto terapeutico riabilitativo volto alla recovery che di conseguenza permette all’ospite di raggiungere il miglior funzionamento possibile.Dopo il buffet organizzato per la pausa pranzo, l’attività formativa è ripresa con l’approfondimento in merito alla costruzione del progetto terapeutico riabilitativo a partire dal profilo di funzionamento. Successivamente i partecipanti sono stati divisi in piccoli gruppi per un’esperienza pratica di costruzione del progetto terapeutico riabilitativo secondo l’ICF-dipendenze. L’esperienza si è conclusa con la condivisione dei progetti costruiti e successivamente con uno spazio riservato ai quesiti dei partecipanti.Ringraziamo il Dott.Pasqualotto per la sua professionalità e disponibilità.

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Responsabile della protezione dei dati

Informazioni sul contatto

Ruolo: responsabile della protezione dei dati Carrino Giovanni

Indirizzo: viale Forlanini, 121 20024 Garbagnate Milanese Milano

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Telefono:  02 99022033