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Dipendenza da alcol: nella Comunità Dianova di Cozzo un programma di intervento specialistico

Da oltre quindici anni nella Comunità Dianova di Cozzo vicino a Pavia è presente un percorso specifico per persone con problemi di dipendenza da alcol, il modulo specialistico per alcol e polidipendenti che può ospitare sino a 14 persone.

Prima di entrare nel merito dell’intervento proposto da Dianova, occorre fare una breve premessa per quanto riguarda la figura della persona alcolista nel contesto residenziale della Comunità che generalmente è connotata come il luogo dove si “cura” chi ha una dipendenza da droghe.
Infatti, da sempre la dipendenza da alcol viene trattata principalmente in maniera ambulatoriale o attraverso gruppi di auto-aiuto (Alcolisti Anonimi); nel tempo però e in base alle esperienze dei diversi servizi si è reso necessario pensare ad un modello di intervento anche in ambito residenziale che favorisse l’accoglienza e la residenzialità di persone con problemi di alcol non in grado di raggiungere l’astinenza e quindi la realizzazione di un programma diurno.
Un passaggio che riveste anche culturalmente una grande importanza in termini di considerazione di questo fenomeno all’interno della nostra società che spesso viene sottovalutato o associato alla persona trasandata e costantemente ubriaca.

Il modulo per alcolisti e polidipendenti nella Comunità Dianova di Cozzo è nato dopo un percorso formativo realizzato con professionisti di diverse strutture residenziali del privato e del settore pubblico che era rappresentato dai NOA (Nuclei Operativi Alcologia nati in Lombardia nei primi anni 2000 che sono servizi pubblici che offrono erogazioni ambulatoriali finalizzate all’assistenza alle persone con Disturbo da Uso di Alcol e alle loro famiglie, così come previsto e definito dalla legge 125/2001.); l’obiettivo era quello di definire un modello di intervento per gli alcolisti all’interno del contesto residenziale.

Dal 2004 ad oggi questo modulo in continua evoluzione, si sviluppa attraverso un approccio che prevede una forte sinergia nell’intervento con i servizi pubblici (Ser.D. e quando presenti NOA) o privati (SMI, cliniche, etc …), mette al centro del percorso la persona e lavora in modo circolare con tutti gli strumenti delle diverse aree (educativa, psicologica, sanitaria e sociale); strumenti funzionali alla realizzazione degli obiettivi individuali nel rispetto del raggiungimento del massimo grado di autonomia possibile attraverso anche l’applicazione del set di strumenti ICF- Recovery che aiuta nella visione globale e che viene utilizzato in tutte le comunità di Dianova.

Nello specifico vengono contestualizzate, analizzate, affrontate ed elaborate nella storia della persona le criticità che sono alla base dello sviluppo della dipendenza da alcol.

Questi aspetti vengono approfonditi al fine di costruire un percorso individuale che definisce degli obiettivi e delle tempistiche per il loro raggiungimento, il tutto viene sviluppato all’interno del setting della comunità dove l’intervento educativo è realizzato attraverso il coinvolgimento dei diversi attori presenti: l’operatore di riferimento, il gruppo dei pari/compagni di percorso e l’equipe della struttura; la specificità del contesto residenziale permette alla persona di sperimentare nuove modalità di comportamento, di confrontarsi con gli altri anche nelle attività quotidiane nel quale si è impegnati e applicare nella pratica gli obiettivi previsti; in sinergia poi viene realizzato un intervento individuale di tipo psicologico/psicoterapeutico e dal 2016 nella struttura viene utilizzato anche il metodo di psicoterapia EMDR.

Il nucleo famigliare riveste un ruolo fondamentale, è importante sottolineare che durante il percorso sono previsti colloqui specifici che oltre alla persona prevedono il coinvolgimento dei famigliari, interventi finalizzati a sviluppare la consapevolezza della problematica e lavorare sulle possibilità di cambiamento in relazione anche alle eventuali dinamiche relazionali disfunzionali presenti al suo interno; inoltre, la famiglia spesso rappresenta il luogo “di ritorno” dopo il percorso comunitario ed è per questo necessario che abbia ben presente quale sia il proprio ruolo e sappia assumere comportamenti che diventino protettivi e non di rischio.

Tra gli strumenti utilizzati nel programma specialistico per la dipendenza da alcool i gruppi rivestono un ruolo focale e vengono realizzati durante le diverse fasi del percorso; il primo gruppo che viene realizzato con le persone che hanno appena intrapreso il percorso è denominato “Gruppo informativo” è condotto da un educatore dell’equipe della struttura e ha l’obiettivo di formare e informare rispetto ai fattori correlati all’abuso di sostanze affrontando diverse tematiche come i luoghi comuni sull’alcol, i fattori sanitari, culturali, sociali e clinici ma anche di sviluppare un confronto sulla propria percezione della problematica di dipendenza da alcol.

Lo stesso gruppo di persone successivamente partecipa al “Gruppo specialistico” che è condotto da una psicologa e ha l’obiettivo di lavorare sugli aspetti individuali legati al proprio problema di alcolismo e sugli automatismi che hanno portato all’uso della sostanza al fine di mettere in atto comportamenti e/o strategie alternative che possano invece prevenirne l’utilizzo.

È importante sottolineare anche come all’interno della comunità la presenza di questo intervento specifico sugli alcolisti permetta poi di sviluppare anche nelle altre persone inserite una maggior consapevolezza sul proprio rapporto con questa sostanza spesso sottovalutata all’interno della propria esperienza di dipendenza.

Oltre a quanto già descritto, la comunità offre una serie di altri strumenti funzionali al percorso proposto: laboratori, gruppi esperienziali, attività interne ed esterne, etc…

Per chi ha un problema di dipendenza da alcol i fattori di rischio sono numerosi e molteplici e uno dei più rilevanti lo riveste il contesto esterno; infatti l’alcol è molto presente in generale nella quotidianità di ogni persona: l’aperitivo con i colleghi dopo il lavoro, la cena aziendale, il brindisi per un traguardo raggiunto, la festa in famiglia… tutte situazioni che possono far sentire inadatta e fuori luogo la persona con problemi di alcol o che ha avuto una dipendenza, che dovrebbe riuscire a stare in queste situazioni sicura della sua scelta e senza doversi auto-escludersi dal contesto conviviale per tutelarsi.

Alla luce di questi fattori specifici il percorso prevede infatti diverse uscite all’esterno del contesto protetto della comunità proprio per poter lavorare sulle difficoltà che si riscontrano una volta conclusa la permanenza in comunità e per aiutare la persona con problemi di alcolismo a comprendere la necessità di accettare l’astinenza completa e costante che dovrà portare avanti anche al termine del percorso. Questo è un ulteriore aspetto che si rivela critico perché le persone sono convinte di poter passare dall’essere dipendenti a “bevitori sociali” ovvero ad una gestione dell’alcol equilibrata ma che purtroppo le evidenze scientifiche chiariscono come impossibile.

Per concludere possiamo dire che il problema della dipendenza da alcol necessità di una specifica attenzione per diversi motivi: l’utilizzo di alcol è accompagnato da molti luoghi comuni e porta con sé molti miti e false credenze che si sono tramandate nel tempo; è una problematica che spesso viene rilevata in maniera tardiva data anche dalla facile reperibilità della sostanza e dal contesto di consumo molto più sdoganato, che porta spesso la persona con problemi di alcol ma anche chi gli sta accanto a “sottovalutare” il fenomeno e a non chiedere aiuto, ed è proprio da queste premesse e da quanto evidenziato che Dianova in risposta a questa problematica ha elaborato il programma specifico proposto nella Comunità di Cozzo.

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