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I Gruppi Intensivi nella Comunità Dianova di Cozzo: un importante strumento di cambiamento

Nella Comunità Terapeutica di Cozzo è attivo da alcuni anni uno strumento terapeutico importante: il gruppo intensivo; un gruppo che viene proposto una sola volta e durante la fase centrale del percorso individualizzato al quale partecipano 7-8 utenti.

Prima di entrare nel merito del gruppo intensivo è necessario offrire una breve introduzione sul ruolo del gruppo nel percorso residenziale che, agendo da propulsore riveste, come detto, un importante e fondamentale ruolo.

Infatti, il gruppo dei pari/compagni di percorso, la loro partecipazione, il clima che si vive, il fatto di condividere lo stesso ambiente e di essere comunemente impegnati a raggiungere analoghi obiettivi, è considerato uno degli aspetti peculiari della residenzialità; il gruppo però non è la semplice somma dei partecipanti, ma assume la forma di contenitore, in grado di assemblare i contenuti che aleggiano nell’atmosfera della Comunità Terapeutica Residenziale; svolge la funzione di attenuare e, a volte, mediare le emozioni dei singoli partecipanti.

La matrice del gruppo è complessa poiché il gruppo è inserito nella vita quotidiana della struttura, entra in relazione con le diverse attività educative svolte dall’equipe, con i laboratori espressivi e con gli incontri nel setting individuale. Il “campo non lascia scampo”: non ci si può permettere di stare in Comunità senza mettere in discussione le proprie abitudini, il proprio modo di stare insieme e relazionarsi, sia con il gruppo dei pari che nei confronti dell’Equipe.

La dimensione gruppale del trattamento residenziale fornisce anche prezioso materiale da elaborare nelle sedute di psicoterapia individuale, negli incontri educativi o nel dialogo con gli operatori.

Nel contesto di gruppo le difese di ciascun utente, inoltre, tendono ad abbassarsi, creando terreno fertile per attuare, da parte degli operatori, anche degli interventi riabilitativi e riflessivi che, al di fuori di quel contesto, non sarebbero attuabili per attivare un vero e proprio processo di cambiamento. È infatti necessario promuovere esperienze che permettono all’individuo di passare da una pensabilità ad un’azione di cambiamento per promuovere il raggiungimento del massimo grado di autonomia e degli obiettivi personali specifici.

Da queste premesse nasce anche il gruppo intensivo nella Comunità di Cozzo che viene proposto un’unica volta durante il percorso; è un gruppo co-condotto da un educatore e da uno psicologo psicoterapeuta che in media vede la partecipazione di 7/8 persone e ha come obiettivo la condivisone della storia emotiva della propria famiglia per aiutare l’utente ad unire i comportamenti (ciò che vedo tutti i giorni) con la sua storia personale e agire un cambiamento nelle sue modalità relazionali.

La preparazione a questo gruppo viene svolta all’interno della prima fase del percorso svolto all’interno dei cosiddetti “Gruppi fascia” che prevede, tramite l’auto-aiuto tra i pari, la consapevolizzazione dei propri vissuti emotivi, quindi il mondo delle emozioni e dei sentimenti, e l’individualizzazione delle reazioni autodistruttive legate alla vita comunitaria quotidiana nel presente.

Il gruppo si sviluppa attraverso diverse fasi, si parte dalla stesura della propria autobiografia con particolare riferimento ai vissuti ed alle reazioni dal passato che verranno confrontate con ciò che è stato osservato nel percorso residenziale attuale.

Grazie alla condivisione e all’analisi del proprio vissuto si indagano infatti anche i comportamenti messi in atto nella quotidianità, da dove derivano, per mettere in atto le azioni necessarie di cambiamento; infatti il confronto con gli altri compagni fa emergere alla persona la consapevolezza che nel modo in cui l’utente “agisce e funziona” nel contesto famigliare, agisce e funziona in Comunità.

Infatti particolare attenzione viene posta al contesto famigliare: all’interno del Gruppo Intensivo il lavoro si sviluppa verso le figure genitoriali ed i relativi tratti caratteriali che hanno condizionato la propria storia e la vita familiare utilizzando tecniche di varie estrazioni terapeutiche ed esperienziali.

Alla fine di quello che potremmo definire più un processo che un gruppo, segue la seconda tappa del percorso comunitario del singolo utente con l’obiettivo di sviluppare ciò che nel gergo comunitario viene denominata “la parte adulta” utilizzando ruoli interni di maggiore responsabilità permettendo gradualmente di affrancarsi dal ruolo di “figlio/bambino” e di rinforzare un ruolo maggiormente responsabile.

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