Nella Comunità Dianova di Cozzo ha preso il via un nuovo laboratorio terapeutico che utilizza il linguaggio cinematografico per esplorare emozioni, vissuti e dinamiche relazionali.
Un progetto pensato per arricchire, con uno strumento narrativo e visivo capace di coinvolgere in profondità, il percorso delle persone accolte.
Come scrive lo psicoanalista Vittorio Lingiardi, “cinema e psiche sono fatti della stessa materia: storie e immagini”. Ed è proprio grazie alla potenza evocativa delle immagini e dei suoni che il film diventa uno strumento prezioso per aiutare le persone a identificarsi con i personaggi, assorbire emozioni e atteggiamenti, e al tempo stesso osservare e comprendere le proprie reazioni: un racconto condiviso, uno specchio emotivo, un’occasione di confronto.
Il percorso filmico nella Comunità di Cozzo è stato pensato per un gruppo specialistico di persone con dipendenza da alcol e polidipendenti, che sono in un momento significativo del loro percorso in comunità, generalmente dopo 6-7 mesi di permanenza. In questa fase, le persone mostrano una maggiore disponibilità a mettersi in discussione e un livello più alto di consapevolezza.
L’obiettivo è accompagnare i partecipanti in un’esplorazione emotiva e relazionale, favorendo la comprensione di sé e l’osservazione delle proprie modalità di funzionamento affettivo, cognitivo e sociale.
Una volta alla settimana, il gruppo si riunisce per la visione guidata di un film, selezionato sulla base delle sue potenzialità evocative. Durante l’incontro vengono analizzate alcune scene chiave, con attenzione particolare alla comunicazione “sottotraccia”: quella che passa attraverso gesti, sguardi, toni di voce, silenzi ed espressioni.
Per facilitare la lettura dei comportamenti, è stato creato un cartellone interattivo con post-it colorati. Ogni colore rappresenta:
- le percentuali della comunicazione (voce, parole, gestualità)
- gli elementi di comunicazione sana (chiarezza, coerenza, capacità di autocritica)
- gli elementi disfunzionali (ambiguità, paradossi)
Ogni film viene analizzato nel corso di 4-6 incontri, della durata di circa un’ora ciascuno.
Il laboratorio non si limita alla sola analisi del film, ma si collega direttamente alla vita delle persone. Attraverso le storie cinematografiche, i partecipanti imparano a riconoscere i propri bisogni, ad allenare la capacità di esprimere emozioni e vissuti, a riflettere sulle modalità relazionali che mettono in atto, spesso in automatico, nella vita quotidiana.
Il cinema diventa così un mezzo per incentivare le abilità sociali, rinforzare i comportamenti di astensione dall’alcol e trovare nuove strategie più funzionali per affrontare il contesto familiare e sociale.
La visione e discussione del film non rimangono fini a sé stesse, ma diventano uno spunto per un lavoro personale e di gruppo. Attraverso i personaggi e le trame, i partecipanti imparano a riconoscere i propri bisogni, a esprimere emozioni e a riflettere sulle relazioni che costruiscono nella vita quotidiana.
Questo percorso rappresenta un’ulteriore opportunità terapeutica per le persone ospiti della Comunità di Cozzo. Un modo per lavorare su sé stessi partendo dalle immagini e dalle storie degli altri, trovando nel cinema uno specchio emotivo, ma anche uno stimolo a immaginare alternative, nuove possibilità e modi diversi di stare in relazione.



