Una campagna per invitare l’intera società a ripensare al modo in cui si parla di consumo e/o di abuso di sostanze, di disagio sociale e di vulnerabilità.
Cosa vediamo davvero quando guardiamo le persone?
In occasione della Giornata Internazionale contro l’Abuso e il Traffico Illecito di droga, Dianova International, in collaborazione con Dianova Italia, lancia la sua nuova campagna globale, #SupportNotStigma, un’iniziativa internazionale che invita tutta la società ad abbattere lo stigma attraverso l’ascolto e la comprensione, per trasformare l’esclusione in inclusione e modificare i pregiudizi.
La campagna, sviluppata in collaborazione con l’agenzia creativa CHOCOLATE e sponsorizzata da CAMURUS, combina storytelling cinematografico, comunicazione etica e narrazioni incentrate sulla persona per invitare a riflettere sullo stigma che riguarda il consumo di sostanze e le persone che vivono problematiche ad esso correlato.
Il focus della campagna si basa su un messaggio semplice ma importante: le persone con problemi di dipendenza sono molto di più delle etichette che la società attribuisce loro.
Attraverso un video, un manifesto e diversi contenuti, la campagna della Rete Dianova intende stimolare una riflessione su come il linguaggio, gli atteggiamenti e i comportamenti quotidiani aumentino lo stigma e influenzino le vite, le comunità e l’accesso alle cure delle persone con problemi legati alle sostanze.
Secondo gli ultimi dati globali, circa 292 milioni di persone nel mondo fanno uso di droghe (1 persona su 18) mentre 64 milioni convivono con problematiche legate al consumo di sostanze.
Tuttavia, solo 1 persona su 11 riceve un trattamento. Tra le donne, il dato scende drasticamente a 1 su 18.
In Italia, nonostante i servizi dedicati alle dipendenze (SerD, e SMI/NOA in Lombardia) siano pubblici e accessibili a chiunque, ci sono delle difficoltà nell’intercettare le persone che fanno uso di sostanze. Per fare un esempio, secondo la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze 2025 la spesa della popolazione italiana per l’acquisto di sostanze stupefacenti nel 2024 è di 17,2 miliardi di euro ma le persone in carico ai Servizi sono state poco meno di 135.000; o ancora, secondo le ultime statistiche 1 persona su 3 che consuma sostanze è di genere femminile ma solo il 14% delle persone che si rivolgono ai Servizi è donna.
Guardando questi dati viene spontaneo chiedersi: anche in un paese dove esistono servizi pubblici accessibili e gratuiti per le dipendenze, perché è così difficile intercettare chi vive un problema? Sicuramente il fenomeno è molto complesso ma possiamo ribadire che lo stigma legato alle dipendenze rappresenta un fattore determinante.
Per quanto riguarda la dipendenza al femminile, per esempio, non parliamo solo dello stigma presente nella società che tende a giudicare una persona che ha problemi di dipendenza a prescindere dal genere ma anche di tutta una serie di fattori che alimentano l’autostigma e che impediscono la richiesta di aiuto:
- la violenza di genere (si stima che circa il 60% delle donne con dipendenza abbia subito una qualche forma di abuso fisico, psicologico o sessuale)
- la vulnerabilità economiche (spesso le donne con problemi di dipendenza hanno un reddito inferiore rispetto agli uomini)
- il contesto famigliare (solitamente le donne che fanno uso/abuso di sostanze provengono da famiglie dove è già presente un problema e/o hanno partner che a sua volta ha problemi di dipendenza)
- la relazione con i figli (quando un genitore ha problemi di dipendenza è più comune che vi siano ripercussioni maggiori sulle donne)
“Dietro ogni statistica c’è un essere umano che merita dignità, cura e l’opportunità di sentirsi parte della società”, ha dichiarato Cristina Lizarza, Presidente di Dianova International.
“Troppe persone vengono ancora spinte al silenzio perché temono il giudizio più della sofferenza stessa. Questa campagna vuole ricordare alla società che le parole contano, gli atteggiamenti contano, e che il modo in cui scegliamo di guardare le persone può aprire le porte al trattamento, oppure chiuderle completamente.
Il supporto non è debolezza. Il supporto è ciò che rende le comunità più forti.”
Per questo tutta le Rete Dianova condivide questa campagna: per abbattere le narrazioni che riducono le persone a stereotipi, evidenziando come lo stigma continui a compromettere la prevenzione, il trattamento, la riduzione del danno, la riabilitazione e il reinserimento sociale in tutto il mondo, a prescindere dal genere, dall’estrazione sociale e dal contesto di appartenenza.
Uno dei pilastri centrali di #SupportNotStigma è il ruolo della comunicazione etica nella costruzione di una società più sana e inclusiva. Attraverso la pubblicazione correlata The Power of Words (Il Potere delle Parole), Dianova esplora come il linguaggio, l’inquadramento mediatico e la comunicazione istituzionale possano rafforzare l’esclusione, oppure diventare catalizzatori di empatia, dignità e cambiamento sociale positivo.
La campagna sostiene che le parole non siano mai neutrali. Il modo in cui si parla di consumo di sostanze, vulnerabilità e recupero influenza direttamente l’opinione pubblica, le risposte politiche e la facilità con cui le persone cercano aiuto.
Promuovendo una comunicazione più rispettosa, basata su dati di fatto e centrata sulla persona, #SupportNotStigma mira a trasformare l’opinione pubblica: dallo stigma, all’inclusione.
I cinque messaggi chiave della campagna sono:
• “Ogni giudizio crea un muro. Ogni gesto di inclusione costruisce un ponte.”
• “Le persone non sono etichette. Sono molto più delle loro difficoltà.”
• “L’esclusione allontana. L’inclusione avvicina.”
• “Cambiare prospettiva può cambiare una vita”
• “Le società più forti sono quelle che non escludono nessuno.”
Dianova invita cittadini, giornalisti, professionisti della salute, decisori politici, organizzazioni e comunità di tutto il mondo ad aderire al manifesto della campagna e a sostenere pubblicamente un approccio più umano e inclusivo rispetto al consumo di sostanze e al trattamento.
Più che una campagna, #SupportNotStigma è un invito collettivo a ripensare il modo in cui le società parlano di vulnerabilità, dipendenza, dignità e appartenenza in un mondo sempre più polarizzato.
Questo 26 giugno, in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico di droga, tutta la rete Dianova invita al cambiamento:
Dallo stigma all’inclusione.
Dalle etichette alle persone.
Dall’individuo alla collettività.
PERCHÉ NESSUNO DOVREBBE ESSERE DEFINITO DAI PREGIUDIZI E OGNI PERSONA MERITA IL PROPRIO POSTO NELLA SOCIETÀ.
Guarda il video della campagna
Crediti:
Agenzia creativa: CHOCOLATE
Direzione creativa: Susana López-Urrutia
Direzione artistica: David Rojo
Produzione audiovisiva: Cristina Sanz
Sponsor:
Camurus è un’azienda farmaceutica svedese orientata alla ricerca scientifica, impegnata nello sviluppo e nella commercializzazione di farmaci innovativi e a lunga durata d’azione per il trattamento di malattie gravi e croniche.


