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Il corso di arte terapia nella comunità dianova di garbagnate
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Arte e danza-movimento terapia per i ragazzi della Comunità Dianova di Garbagnate

Prosegue il percorso di arte e danza-movimento terapia tenuto dall’educatrice Ilaria Meroni nella Comunità di Garbagnate Milanese Il progetto nella Comunità di Garbagnate nasce dall’esigenza di sperimentare, accanto agli interventi in ambito psicologico e terapeutico, un trattamento differente dando la possibilità ai ragazzi ospiti della struttura di poter superare le difficoltà che spesso si presentano sul piano puramente verbale. Le terapie espressive come l’arte e la danza-movimento terapia, infatti, creano uno spazio di mediazione, dove arte e danza (immagini, gesti, colori, parole…) si intrecciano per dare vita all’esplorazione del proprio mondo interiore attraverso una comunicazione non verbale, mediata appunto dai materiali artistici e dal corpo in movimento.Viene così a crearsi uno spazio protetto di ascolto, di sostegno e di cura dove i ragazzi possono percepire sé stessi e gli altri attraverso nuovi strumenti che permettano loro di esprimersi affrontando la difficoltà di tradurre in parole i propri vissuti e le proprie emozioni. Al corso di arte e danza-movimento terapia partecipano due gruppi, il numero di partecipanti può variare a seconda degli interessati, che, per circa 3 ore di incontro con l’educatrice Ilaria Meroni, cercano di trovare la giusta dimensione per potersi esporre e poter raccontare quegli aspetti di sé più nascosti e profondi.Oltre al lavoro individuale che permette di vedere dentro di sé, infatti, il gruppo diventa un luogo di cura e di condivisione dove diventa possibile ascoltare e “vedere” anche l’altro. Lo spazio protetto che si crea durante il corso non solo ha l’obiettivo di permettere a ciascuno dei partecipanti di indagare il proprio “spazio personale” ma anche quello di far cambiare la percezione dello “spazio intorno a sé”; i ragazzi infatti attraverso le storie, le emozioni e le condivisioni dei propri compagni imparano anche a vedere e sentire le emozioni altrui facendole proprie, assimilandole e comprendendole. Tutto ciò permette loro di sentirsi effettivamente parte di qualcosa, un aspetto fondamentale per potersi rimettere in gioco e vedersi protagonisti di “qualcosa da costruire” abbandonando la visione di sé fallimentare e distruttiva che spesso accompagna le persone con un problema di dipendenza. Ecco le parole di Ilaria Meroni, educatrice che da anni ormai accompagna i ragazzi della Comunità di Garbagnate in questo percorso: “I ragazzi hanno interiorizzando lo spazio come luogo affidabile e sicuro dove poter approdare tutte le settimane, creando semplici rapporti sociali anche sulla base delle esperienze condivise.La condivisione di uno stesso “spazio-tempo”, ha creato una ritualità, dando loro la possibilità di sperimentare che si possono costruire delle relazioni “buone” e di valore per la propria crescita personale e per uno scambio collettivo.In diversi incontri ho avuto la sensazione che quello “spazio-tempo” venisse letteralmente “mangiato-inghiottito” dai ragazzi, mostrando così un necessario bisogno di raccontarsi attraverso questa modalità alternativa.Li ho sentiti e li sento molto disponibili di fronte alle diverse esperienze intraprese, nonostante la fatica e la sofferenza emersa nell’affrontare alcuni temi. Continuamente mettono in gioco aspetti di vita personali, non solo l’utilizzo delle sostanze e la dipendenza ma anche altro, accedendo ai diversi ricordi, alle diverse situazioni vissute e rendendosi consapevoli di ciò che ha comportato quel momento di perdizione e distruzione per ognuno di loro.Ho cercato e cerco continuamente di accogliere, di stare in ciò che accade insieme a loro, per poter lasciare fluire la libera espressione dell’individuo, attraverso l’arte e la percezione corporea (immagini, gesti, colori, parole…), si è così messo in atto molto lentamente, un vero processo di integrazione fra gli aspetti emotivi e razionali, fra gli aspetti corporei e mentali, fra le parole e le immagini.”

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