fbpx

Sentirsi sopraffatti: cosa fare quando tutto sembra troppo

Sovraccarico emotivo e stanchezza mentale: riconoscere quando abbiamo bisogno di rallentare

Ci sono periodi in cui gli impegni sembrano moltiplicarsi. Il lavoro richiede più energie, le responsabilità familiari aumentano, le cose da fare si accumulano e anche trovare uno spazio per sé diventa complicato.

La prima reazione è spesso quella di stringere i denti: passerà, devo solo organizzarmi meglio, appena finisco questa cosa avrò finalmente un po’ di tempo.

Eppure, può arrivare un momento in cui anche una piccola richiesta sembra enorme. Concentrarsi diventa difficile, prendere una decisione richiede uno sforzo sproporzionato e la sensazione predominante è quella di non riuscire più a stare dietro a tutto.

Sentirsi sopraffatti non significa necessariamente essere incapaci di gestire la propria vita. A volte significa semplicemente aver chiesto a sé stessi troppo, per troppo tempo.

“Devo solo organizzarmi meglio”

Quando le cose da fare diventano troppe, la soluzione sembra evidente: serve una migliore organizzazione.

Liste, calendari e priorità possono certamente essere utili. Ma non sempre il problema riguarda la gestione del tempo.

Il sovraccarico emotivo può comparire quando alle richieste pratiche si aggiungono preoccupazioni, responsabilità, aspettative e tensioni che continuano a occupare spazio mentale anche nei momenti in cui apparentemente non stiamo facendo nulla.

Possiamo avere un’agenda perfettamente organizzata e sentirci comunque esausti.

In questi casi, cercare di incastrare ancora meglio ogni impegno rischia di trasformarsi nell’ennesima richiesta che facciamo a noi stessi.

“Gli altri riescono a fare tutto”

Lavorare, avere relazioni soddisfacenti, occuparsi della famiglia, mantenersi in forma, coltivare interessi, avere una vita sociale.

Guardando ciò che fanno gli altri – soprattutto attraverso i social – può sembrare che riuscire a tenere insieme tutto sia la normalità. Quando noi facciamo fatica, invece, può comparire la sensazione di essere inadeguati.

Ma ciò che vediamo della vita degli altri è inevitabilmente parziale.

Confrontarsi continuamente con standard difficili da raggiungere può aumentare la pressione e impedire di riconoscere un dato molto semplice: le energie a disposizione non sono infinite e possono cambiare nei diversi momenti della vita.

Avere bisogno di ridimensionare gli impegni non equivale a fallire.

“Sono solo stanco, mi passerà”

La stanchezza mentale non coincide sempre con la normale stanchezza dopo una giornata impegnativa.

Dormire o concedersi un fine settimana tranquillo può aiutare quando abbiamo semplicemente bisogno di recuperare. Ma se la sensazione di esaurimento continua anche dopo il riposo, può essere utile chiedersi che cosa la stia alimentando.

La difficoltà a concentrarsi, l’irritabilità, la perdita di interesse per attività normalmente piacevoli, la sensazione di avere continuamente la testa piena o di non riuscire mai davvero a staccare possono indicare che il carico che stiamo sostenendo sta diventando eccessivo.

Anche il corpo può partecipare a questa condizione attraverso tensione muscolare, disturbi del sonno, mal di testa o altri segnali di stress.

Non serve aspettare di arrivare al limite per iniziare ad ascoltarli.

“Prima finisco tutto, poi mi fermo”

È probabilmente una delle promesse che facciamo più spesso a noi stessi.

Il problema è che raramente arriva il momento in cui non c’è più nulla da fare.

Terminata una scadenza ne arriva un’altra, risolto un problema ne compare uno nuovo. Se il riposo viene continuamente rimandato fino al momento in cui tutto sarà sistemato, rischia di non arrivare mai.

Rallentare non significa necessariamente interrompere ogni attività. Può voler dire iniziare a distinguere ciò che è davvero urgente da ciò che può aspettare, accettare di non riuscire a fare tutto, chiedere aiuto oppure recuperare piccoli spazi che non abbiano un obiettivo produttivo.

Può sembrare poco, ma significa iniziare a riconoscere i propri limiti invece di considerarli un ostacolo da superare.

Non dobbiamo aspettare di non farcela più

C’è un’altra convinzione che può rendere difficile chiedere aiuto: pensare che il supporto psicologico sia necessario soltanto quando una situazione è diventata grave.

Non è così.

Confrontarsi con un professionista può essere utile anche quando continuiamo a lavorare, occuparci delle nostre responsabilità e portare avanti la quotidianità, ma sentiamo che farlo richiede sempre più energie.

Uno spazio di ascolto può aiutare a comprendere da dove nasce il sovraccarico emotivo, quali aspettative stiamo cercando di sostenere e quali cambiamenti possono rendere la quotidianità più gestibile.

Prenota il tuo colloquio gratuito

Supporto psicologico: quando tutto sembra diventato troppo

Quando la sensazione di essere sopraffatti persiste nel tempo e comincia a incidere sul sonno, sulle relazioni, sul lavoro o sul proprio benessere, può essere utile non affrontarla da soli.

Il Centro Diametro di Dianova a Milano offre percorsi di supporto psicologico rivolti anche agli adulti che stanno attraversando periodi di stress, stanchezza mentale o particolare difficoltà.

Chiedere supporto non significa necessariamente essere arrivati al limite. Può significare scegliere di fermarsi prima, comprendere meglio ciò che sta accadendo e individuare un modo più sostenibile di affrontare ciò che la vita sta chiedendo in questo momento.

Prenota il tuo colloquio gratuito

Responsabile della protezione dei dati:

Informazioni sul contatto

Ruolo: responsabile della protezione dei dati Carrino Giovanni

Indirizzo: viale Forlanini, 121 20024 Garbagnate Milanese Milano

Email: privacy@dianova.it

Telefono: 02 99022033