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Ruolo: responsabile della protezione dei dati Carrino Giovanni
Indirizzo: viale Forlanini, 121 20024 Garbagnate Milanese Milano
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La giornata è finita, finalmente ci si mette a letto e proprio in quel momento la mente sembra riaccendersi.
La riunione di domani. Quella cosa che avremmo potuto dire diversamente. Una scadenza da rispettare. Un problema familiare. Una decisione ancora da prendere.
Oppure ci si addormenta senza difficoltà, ma ci si sveglia nel cuore della notte e ricomincia lo stesso flusso di pensieri.
Le difficoltà a dormire possono avere molte cause e qualche notte complicata può capitare a chiunque. Quando però il problema continua nel tempo, comprendere che cosa sta interferendo con il riposo può essere importante anche per il benessere durante il giorno.
Il rapporto tra stress e sonno, in particolare, può trasformarsi facilmente in un circolo difficile da interrompere.
Lo stress mette il nostro organismo in una condizione di maggiore attivazione. È un meccanismo utile quando dobbiamo affrontare qualcosa che richiede attenzione ed energie, ma può diventare problematico se continuiamo a sentirci “in allerta” anche quando sarebbe il momento di riposare.
Il corpo è a letto, ma la mente continua a lavorare.
Preoccupazioni e pensieri possono rendere più difficile rilassarsi e addormentarsi oppure favorire risvegli durante la notte. A sua volta, dormire poco può renderci più stanchi, irritabili e vulnerabili allo stress il giorno successivo.
Si crea così un meccanismo in cui stress e sonno finiscono per alimentarsi reciprocamente.
Non necessariamente.
Una notte insonne dopo una giornata particolarmente intensa o in vista di un evento importante non equivale automaticamente a un problema di insonnia.
Quando si parla di insonnia negli adulti, è importante considerare non soltanto quante ore si dormono, ma anche la qualità del riposo, la frequenza delle difficoltà e soprattutto le conseguenze durante la giornata.
Faticare ad addormentarsi, svegliarsi frequentemente, aprire gli occhi molto prima della sveglia o avere la sensazione di non aver riposato possono diventare elementi da approfondire quando si ripetono nel tempo e incidono sulla vita quotidiana.
Durante il giorno siamo continuamente occupati. Lavoriamo, parliamo con altre persone, rispondiamo ai messaggi, ci spostiamo e affrontiamo impegni diversi.
La sera, quando gli stimoli diminuiscono, può essere il primo vero momento di silenzio della giornata.
È allora che preoccupazioni e questioni lasciate in sospeso possono trovare spazio.
Il tentativo di obbligarsi a non pensarci, inoltre, non sempre funziona. Anzi, controllare continuamente se ci stiamo finalmente rilassando può aumentare la tensione: devo dormire, domani devo svegliarmi presto, ormai mi restano soltanto cinque ore…
A quel punto anche il sonno rischia di diventare una prestazione da raggiungere.
Non esiste una strategia che funzioni allo stesso modo per tutti, ma alcune abitudini possono aiutare a creare condizioni più favorevoli al riposo.
Mantenere orari abbastanza regolari, ridurre gli stimoli nelle ore serali e creare un momento di passaggio tra gli impegni della giornata e il sonno può essere utile.
Ma quando sono soprattutto i pensieri a tenerci svegli, vale la pena guardare anche a ciò che accade prima di andare a letto.
Se tutta la giornata è trascorsa correndo da un impegno all’altro senza mai fermarsi, è difficile aspettarsi che la mente riesca a spegnersi immediatamente appena appoggiamo la testa sul cuscino.
Recuperare piccoli momenti di pausa, riconoscere le fonti di stress e concedersi uno spazio per elaborare le proprie preoccupazioni può essere importante quanto occuparsi delle abitudini serali.
Più che una singola notte, è utile osservare l’andamento nel tempo.
La difficoltà può meritare un approfondimento quando dormire male diventa frequente, quando ci si sveglia già stanchi o quando la mancanza di riposo comincia a influenzare concentrazione, umore, lavoro e relazioni.
Anche iniziare a vivere il momento di andare a letto con preoccupazione può essere significativo. La paura di non riuscire a dormire può infatti diventare essa stessa una nuova fonte di tensione.
In questi casi è importante non attribuire automaticamente tutto allo stress: i disturbi del sonno possono avere cause differenti e, quando persistono, è opportuno parlarne anche con il proprio medico per comprenderne l’origine.
Quando le difficoltà del sonno sono strettamente collegate a stress, preoccupazioni o periodi di particolare sovraccarico emotivo, un percorso psicologico può aiutare a lavorare sui fattori che mantengono quella condizione.
Non significa concentrarsi soltanto sulle ore trascorse a letto. Significa comprendere cosa sta accadendo nella propria quotidianità, quali pensieri continuano a occupare spazio e quali strategie possono aiutare a recuperare un maggiore equilibrio.
Il Centro Diametro di Dianova a Milano offre percorsi di supporto psicologico rivolti anche agli adulti che stanno attraversando momenti di stress e difficoltà emotiva.
Dormire male può essere il primo segnale che ci porta ad accorgerci di quanto siamo sotto pressione. Ascoltarlo può diventare un’occasione per occuparsi non soltanto del sonno, ma del proprio benessere nel suo insieme.
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