ungass pena di morte“Occorre introdurre una moratoria sull’applicazione della pena di morte come passo fondamentale verso la sua abolizione”.

Ci sono ancora 30 Paesi nel mondo in cui la pena di morte per crimini legati al traffico di droga. Secondo Amnesty International, 685 persone in tutto il mondo hanno subito l’esecuzione per questi crimini. Arabia Saudita, Bahrein, Cina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Iran, Kuwait, Malesia, Oman, Pakistan, Qatar, Singapore, Sudan e Yemen sono alcuni dei paesi che perpetuano questa pratica, difendendola anche nei forum internazionali.

“Porre fine alla pena di morte per crimini legati alla droga è stato uno dei principali desideri espressi nel documento finale dalla maggior parte dei Paesi presenti ad UNGASS e dai rappresentanti della società civile. Nonostante i grandi sforzi fatti in questa direzione, i Paesi sopracitati non hanno accennato a questa questione nel documento finale. Ricordiamo che questi documenti sono approvati con il consenso generale; di conseguenza non possono avere aspetti dissonanti”.

Senza dubbio questa è stata la questione maggiormente dibattuta ad UNGASS, dove la maggior parte dei Paesi ha sfruttato il poco tempo a disposizione per parlare per denunciare questa pratica che costituisce una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali, richiedendo l’introduzione di una moratoria per risolvere il problema.

UNGASS ha posto l’accento su un approccio al problema delle droghe basato sulle persone e sui diritti umani, ed è per questo che c'è stato un così grande impulso per includere alcune indicazioni riguardo a questa questione nel documento finale. Da parte loro, i Paesi che applicano la pena di morte hanno dichiarato che il diritto internazionale non ha competenza in questo ambito, e che ogni Paese è sovrano nel decidere come applicare le leggi.

L’Unione Europea insieme ad altri Paesi*, tra cui spiccano Cile, Canada e Uruguay, hanno divulgato una risoluzione riguardo al problema con l’applicazione di una moratoria:

“Ci opponiamo fortemente e in modo inequivocabile alla pena di morte in ogni circostanza. Riteniamo che la pena di morte mini la dignità umana e che gli errori commessi con la sua applicazione siano irreversibili. Inoltre, la sua imposizione per crimini legati alla droga va contro le orme del diritto internazionale (…).“Occorre introdurre una moratoria sull’applicazione della pena di morte come passo fondamentale verso la sua abolizione”.

Sebbene l’eliminazione della pena di morte non sia stata inclusa nel documento finale, siamo convinti che dopo UNGASS abbiamo fatto un passo in avanti verso l’abolizione di questa pratica inutile e cruenta.

*Albania, Andorra, Argentina, Australia, Bosnia ed Erzegovina, Capo Verde, Canada, Cile, Colombia, El Salvador, Repubblica di Macedonia, Georgia, Islanda, Liechtenstein, Messico, Principato di Monaco, Montenegro, Namibia, Nuova Zelanda, Norvegia, Panama, Moldavia, San Marino, Serbia, Turchia, Ucraina, Uruguay e Uzbekistan.

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