laboratorio cinematografico dianova montefiore impressioniAlcuni scritti degli utenti della Comunità Terapeutica di Montefiore dell'Aso impegnati nel laboratorio cinematografico.

"Sono seduto su una panchina mentre guardo passare due persone che camminano veloci per andare chissà dove. Ad un certo punto, sullo sfondo, noto seduta sull’erba una ragazza meditare, ma non vedo il suo volto. Pochi secondi e non la vedo più, intorno a me c’è solo gente che cammina. Sono arrivato dopo tre lunghi mesi di viaggio. Finalmente mi siedo. Il mio corpo trema, la mia testa freme; sono fuoco nell’acqua. Devo continuare, non riesco a stare fermo. Solo la ricerca, solo quella mi interessa. Non voglio che finisca. Devo muovermi, devo vivere. Cerco di essere presente, di riflettere, ma le fiamme dentro di me divampano. Ora sono calmo, sereno. Sono solo io e voglio rimanere solo ad assaporarmi tutto questo. Fuoco, acqua, fiamme che divampano, e io là, aspettando il sereno. Spero che questo viaggio non finisca mai".

Riccardo

"Finalmente sono arrivato ma non ci sei, forse neanche sei venuta ma in fin dei conti già lo sapevo".

Andrea

"Sciarpetta, cappello: tutto l’abbigliamento necessario per andare in trasferta. Eppure già da ieri sera avevo il batticuore, l’ansia saliva in attesa della partita del giorno dopo a Manchester. Mi ritrovo in mezzo a persone che non conosco, ma la fede ci accomuna, i colori sono gli stessi. Dall’aeroporto srotoliamo bandieroni, striscioni; sventoliamo le nostre sciarpe e battiamo le mani, perché noi tifiamo, noi amiamo la nostra squadra. Cantiamo a squarciagola fino ad arrivare allo stadio dove i cori continuano per tutta la partita perché noi andiamo al di là del risultato. Il giorno dopo continuiamo a tifare per la nostra squadra, ovunque per gli stadi del mondo e dell’Italia intera".

Luca

"Ricordo ancora quel giorno quando entrai in quella stanza di ospedale… Lei era piegata su se stessa con una lunga camicia da notte. Era in travaglio, un’ansia terribile; ricordo ancora le sue grida di dolore. Stava partorendo il mio primogenito, e nonostante la gioia che avevo vi assicuro che è stato davvero terrificante vederla in quello stato".

Sisto

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