storytelling dianova montefioreAnche gli utenti della Comunità Dianova di Montefiore dell’Aso hanno messo nero su bianco la loro esperienza e le loro emozioni vissute domenica 3 aprile 2016.

Un weekend di sport, divertimento e socializzazione che difficilmente potranno dimenticare.

"Sono partito sabato mattina dalla Comunità di Montefiore carico di entusiasmo per affrontare la maratona di Milano. Nel furgone eravamo io, Luca, Andrea, Luigi, Riccardo e l’equipe con Pasquale, Claudio, Cristiano e Carlo. Durante il viaggio ridevamo, scherzavamo tra di noi; ci siamo fermati più volte, anche per pranzare. All’autogrill all’altezza di Modena ho mangiato un bel piatto di fettuccine ai funghi porcini, compresa mezza porzione di Pasquale e pure il supplì di Claudio! Anche a tavola c’era un bel clima disteso. Verso le 18,30 siamo arrivati nella Comunità di Cozzo dove abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza da parte di operatori e utenti, e ho rivisto persone che avevo già incontrato l’anno scorso. Mi sono intrattenuto a parlare con l’operatrice Federica che già conoscevo e mi ha fatto molto piacere perché mi ha detto tante belle cose. Poi abbiamo cenato, e dopo il pasto ci siamo anche fatti una partita a carte insieme ai ragazzi della Comunità di Cozzo divertendoci un sacco. Verso le 22 siamo andati a dormire; eravamo tutti in una sola stanza: io, Luca, Andrea, Luigi, Riccardo e l’operatore Cristiano. Prima di addormentarci ci siamo fatti delle foto ed entusiasti abbiamo riso e parlato della maratona che avremmo affrontato l’indomani. Il giorno seguente ci siamo svegliati alle 04,45, alle 06,00 abbiamo fatto colazione, preparata dai ragazzi di Cozzo, e alle 06,30 siamo partiti per Milano con arrivo verso le ore 08,00. Abbiamo preso tutto ciò che ci serviva e ci siamo recati nei vari punti di partenza. La corsa è iniziata alle 10,00. Abbiamo percorso il tragitto e c’era tanta gente; poi ci siamo rivisti nei punti di cambio. Alla fine della maratona abbiamo fatto le foto con la presentatrice brasiliana Juliana Moreira, ringraziandola per la sua disponibilità. Poi abbiamo fatto la sfilata tutti insieme, ragazzi e operatori. Intorno alle 17,30 siamo ripartiti per tornare alla Comunità di Cozzo, abbiamo fatto la doccia e ci siamo preparati per andare a cena al ristorante. Durante la cena abbiamo parlato della maratona e di chi aveva fatto il miglior tempo. Verso mezzanotte siamo rientrati nella Comunità di Cozzo dove abbiamo passato la notte. Il mattino seguente, dopo la colazione, abbiamo ringraziato ragazzi ed equipe del centro e ci siamo recati nella Comunità di Garbagnate Milanese dove siamo stati splendidamente accolti con un branch di benvenuto. Verso le 12,00 abbiamo deciso di fare ritorno a casa. In questi tre giorni, insieme a tutti i ragazzi, mi sono divertito molto e provato emozioni che avevo scordato da tempo. Mi sono impegnato molto nella corsa e nonostante il dolore al ginocchio ho raggiunto il traguardo. È stata una bella occasione per conoscere la Milano Marathon e gli altri centri Dianova".

Domenico

"La Milano Marathon, un evento, e non parlo dell’aspetto agonistico ma di quello emotivo, che ha rafforzato il mio senso di appartenenza a quella manifestazione. Mi ha dato una grande mano ad allontanare quel senso di solitudine che la mia tossicodipendenza aveva fatto diventare la mia ombra. Prima di entrare in Dianova non avrei mai pensato di poter partecipare ad un evento così importante perché pensavo di non essere in grado, come pensavo di non essere in grado di cambiare il disastro che ho combinato nella mia vita. In sintesi la maratona mi ha ridato entusiasmo, forza e voglia per proseguire nel mio percorso. Grazie per la possibilità che mi avete dato e che state continuando a darmi, avevo bisogno che qualcuno si fidasse di me".

Luigi

"Il 3 aprile ho avuto la possibilità, grazie alla Comunità di Montefiore dell’Aso, di partecipare alla maratona di Milano. Per me è stata la prima volta che partecipavo ad un evento podistico così bello e di grande prestigio. La partenza con i miei compagni e gli operatori era stata fissata per il sabato mattina ma io già da giorni mi sentivo emozionato in quanto erano parecchi mesi che non uscivo al di fuori della struttura per tre giorni consecutivi, in più per andare in una grande città come Milano.
Il viaggio di andata verso la Comunità di Cozzo, dove ci siamo appoggiati per mangiare e dormire, è stato veloce; una volta arrivati ero curioso di vedere e conoscere questa realtà e le persone che erano lì. Ho provato molta felicità nell’essere accolto nel migliore dei modi, ma anche molto dolore nel vedere la sofferenza che si portavano dietro per una vita piena di errori e di tossicodipendenza. In questo posto sperduto tra le sterminate risaie lombarde vi risiedono per curarsi 50 utenti di cui metà sta scontando una pena o è agli affidamenti, mentre l’altra presenta disagi o problemi legati alle sostanze. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere più di una persona e di farmi raccontare il loro dolore, ma anche il loro coraggio e la loro forza di rimettersi in gioco per riprendere in mano le proprie vite. Dopo cena abbiamo passato la notte tutti insieme per poi svegliarci presto la mattina. Partiti per Milano ci siamo diretti verso Parco Montanelli in centro dove erano montati tutti gli stand delle tantissime associazioni che partecipavano alla maratona tra cui la nostra. Prima della partenza, mentre ci preparavamo, ero emozionato ma soprattutto euforico. Ho trovato un fiume di gente; dicono che siano state ventimila le iscrizioni. Il mio tratto, il primo, era di 11 km. Sono stato felice quando durante la corsa mi sono trovato a passare sotto il Duomo e ad altri monumenti e palazzi famosi di Milano.
Arrivato a consegnare il testimone ho provato una grande soddisfazione nell’essere riuscito a portarla a termine con grande sacrificio e un’immensa gioia per aver corso in una stupenda città. Finita la staffetta siamo tornati al nostro stand dove abbiamo mangiato e ci siamo riposati chiacchierando e raccontandoci la nostra corsa. Nel tardo pomeriggio abbiamo fatto anche una sfilata con tanto di cori e striscione, e devo dire che mi sono divertito moltissimo.
Questo viaggio mi ha rigenerato e giovato poiché necessitavo di un distacco dalla routine comunitaria. Una giornata che rimarrà impressa nella mia mente. Non mi resta che ringraziare tutti gli accompagnatori che ci hanno dato questa possibilità di passare queste stupende giornate dove ho potuto finalmente riprovare emozioni soppresse ormai da tempo".

Riccardo

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