impressioni plmb milano marathonGli utenti della Comunità Dianova di Palombara Sabina hanno voluto raccontare la loro esperienza e le loro emozioni vissute alla Milano Marathon.

Una bellissima giornata che resterà a lungo impressa nelle lori menti e nei loro cuori.

"La mia esperienza mi è piaciuta tantissimo, sono contento soprattutto perché sono riuscito a portare a termine qualcosa che ho desiderato e in cui mi sono impegnato. E’ stata interessante anche l’esperienza che ho vissuto sia con i ragazzi che hanno fatto parte del mio gruppo sia con quelli che abbiamo conosciuto delle altre strutture Dianova. Sono orgoglioso che una delle poche volte in vita mia sono riuscito ad apprezzare qualcosa da lucido senza uso di sostanze. A pensare che qualche tempo fa non sarei stato così sereno in nessuna esperienza. Le emozioni sono state tante e molto intense la cosa più bella e che mi fa sentire felice è che mi sono sentito a mio agio e che ho avuto un posto che avevo perso, sentirmi adeguato alla situazione mi ha fatto raggiungere anche una certa autostima la quale mi ha riempito tanto. La cosa che mi ha aiutato in tutto questo e che non mi sono sentito mai solo, l’unione fra tutti noi mi ha fatto sentire un calore immenso. Ho avuto anche paura di non riuscire a finire la mia tappa, non riuscivo a leggere i km restanti avrei potuto metterci più grinta e sarei potuto essere più veloce, mi sono reso conto di questo quando mi sono accorto di essere quasi arrivato. Comunque sarà un’esperienza indimenticabile che apprezzo tanto e che mi servirà se ci dovessero essere dei momenti di vuoto".

Ronnie

"Sicuramente un’esperienza ricca di tante emozioni, già dal giorno della partenza ricordo la gioia per un evento così importante macinare tutti quei km che ci hanno portato fino su a Milano . Visitare nuove Comunità come quella di Cozzo e Garbagnate , conoscere nuove realtà, nuove persone mi ha fatto sentire di far parte di una FAMIGLIA ancora più grande di quella di Palombara, i loro sguardi i loro sorrisi ognuno con una propria storia di vita alle spalle. Poi il giorno della maratona con tutta quella gente un fiume di persone unite per la passione dello sport il momento della partenza della mia staffetta con l’adrenalina a mille, che bella sensazione correre tutti insieme mentre ai bordi della strada venivamo incitati ad ogni metro, impegnarsi con tutto se stesso per un qualcosa di buono, lontano da ogni sostanza, riscoprire la parte sana di me riuscire da persona lucida un risultato al quale neanche lontanamente avrei sperato, devo dire che da tale esperienza sia il mio orgoglio che la mia autostima ne sono uscite fuori rafforzate. Fra le tante emozioni che questi giorni mi hanno regalato c’è senza ombra di dubbio la gioia. Gioia per essermi sentito una persona differente, una persona migliore, una persona che si vuole bene per quelle che è veramente e non per quello che ha sempre finto di essere, uno che quando vuole sa raggiungere i propri obiettivi con impegno, dedizione e costanza, un tassello dopo l’altro, ogni giorno un poco alla volta per costruire una grande cosa. Ricordo che tutto cominciò 2 mesi fa con i primi allenamenti, tanta è stata la fatica da quei 2 mesi a questa parte ma tanta è stata anche la soddisfazione che ho provato nel correre e nel credere in me stesso, non mollare mai ma lottare per raggiungere i propri traguardi. Posso dire che oggi mi sento più consapevole sia di me che dei miei mezzi, che la vita in fondo è bella e va vissuta per quello che è dando più importanza alle piccole cose che in fin dei conti sono alla base della nostra esistenza senza alcol droghe che ci offuscano la mente e ci allontanano sempre più da noi stessi e alle persone a noi più care".

P. Pasquale

"Il giorno della Maratona è stato molto appagante, l’atmosfera di festa per tutti grazie allo sport era coinvolgente. Già dalla partenza da Roma con arrivo a Cozzo in un’altra Comunità mi è molto piaciuta. I ragazzi di Cozzo sono stati molto ospitali e non mi sono mai sentito in disparte, ma ho vissuto più dispersione essendo la struttura più grande. Non ho visto Milano ma solo il tragitto della maratona e l’essere insieme a tante persone mi ha dato un senso di riempimento di appartenenza. Lo stand, le altre Comunità le casacche ecc… Era tutto organizzato alla perfezione. Quando la sera ci hanno portato a cena fuori ho avuto la sensazione di aver compiuto qualcosa di straordinario. Il momento più importante è stato il tragitto del percorso, non avevo nessuna intenzione di arrendermi, la parata finale delle onlus mi ha fatto scordare la stanchezza, anzi mi ha ricaricato. Eravamo tutti insieme per uno scopo comune. Abbiamo visto anche Garbagnate e lì ho respirato la storia di Dianova, saranno stati i nuovi uffici ma mi e sembrato un po’ il fulcro delle Comunità, tutta l’adrenalina si è spenta nel viaggio di ritorno. Le emozioni sono state tante, una delle più importanti e stata la gioia di vivere, di sentire la vita scorrermi dalle vene, sotto la pelle, dappertutto. Ho vissuto emozioni positive per la maggior parte del tempo: l’allegria del viaggio, l’eccitazione positiva della gara, la gioia di aver portato a termine qualcosa di sano. Mi è rimasta una sensazione di aver aperto una porta che so mi porterà a stare bene e che sicuramente porterò dentro".

Riccardo

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