La posizione di Dianova sul decreto Legge LorenzinDecreto legge Lorenzin: il posizionamento della rete Dianova sulla depenalizzazione.

In concomitanza con il via libera dell’aula della Camera al decreto legge Lorenzin sugli stupefacenti, l’Associazione Dianova Onlus, che da oltre trent’anni sviluppa in Italia programmi e progetti negli ambiti della prevenzione delle tossicodipendenze e dell’educazione, ci tiene a far conoscere la sua posizione circa le novità introdotte dal sopraccitato decreto legge.

Il decreto, di fatto, reintroduce la divisione tra le cosiddette droghe pesanti e leggere, influendo così sulle pene per i reati commessi; se la Fini-Giovanardi non ammetteva distinzioni sulle sostanze per lo spaccio grave, adesso per le cosiddette droghe pesanti le pene variano dagli 8 ai 20 anni, mentre per quelle leggere si va dai due ai sei anni. Per il piccolo spaccio, le multe sono state abbassate dei 2/3, mentre per l’uso personale si ritorna alle sole sanzioni amministrative.

Relativamente alle modifiche apportate dal decreto legge Lorenzin, Dianova è a favore della depenalizzazione del consumo delle droghe attualmente illecite. Questa posizione deriva dal fatto che siamo contro la criminalizzazione dei consumatori, cioè contro le misure legislative, le azioni repressive o le attitudini sociali che inducono a reprimere e/o discriminare il consumatore di droga.

Crediamo sia fortemente necessario offrire e ampliare percorsi di tipo assistenziale sia essi residenziali e non, che invece di criminalizzare il consumatore lo aiutino a intraprendere un percorso di riabilitazione; non riteniamo, infatti, che il carcere sia d'aiuto, e questo a prescindere dai problemi di sovraffollamento. D’altra parte, oltre ad essere inefficaci, queste misure repressive provocano l’emarginazione dei consumatori di droghe: esclusione dalla rete assistenziale, assenza di condizioni igieniche e violenza.

È anche necessario ed imprescindibile investire nello sviluppo di programmi di prevenzione, cercando di arrivare prima per intercettare disagi e comportamenti a rischio.

Dianova è contraria alla legalizzazione delle sostanze, in quanto anche le esperienze internazionali non hanno dimostrato ad oggi un'efficacia di risultati; d’altro canto, in Italia, tutto ciò è ampiamente dimostrato dai problemi legati all’alcolismo e al tabagismo. Pensiamo che i problemi causati dal consumo abusivo di sostanze non dipendano dallo status di legalità o illegalità delle droghe stesse, ma piuttosto da fattori bio-psico-sociali che spingono le persone a far un uso nocivo di queste sostanze. Quindi riteniamo probabile che la legalizzazione offrirebbe una più immediata disponibilità di sostanze, incrementandone il consumo con un conseguente aggravamento dei problemi socio-sanitari connessi.

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