Michela Pozzoli - Comunità di Garbagnate Milanese

Le mie impressioni. Non è così semplice parlare delle mie impressioni perché in tre giorni abbiamo fatto tanto: abbiamo partecipato in modo attivo ad una formazione, abbiamo condiviso le giornate con i nostri colleghi, abbiamo riso!

Eppure c’è qualcosa che è rimasto più fra tutto, più del treno in ritardo, dei tassisti di Roma, dei pranzi e delle cene insieme, della malinconia di casa. Dove capita che la prima cosa che ti viene chiesta è: Chi sei? Non ciò che fai, non qual è il tuo ruolo, non da dove vieni o chi ti manda, ma: Chi sei? E capire allora che ciò che è importante è chi sei, quali sono i valori che appartengono prima alla persona che al ruolo ricoperto e come essi si conciliano lavorando in Dianova. Poi, ti guardi intorno e ti accorgi della curiosità di chi conosce altri occhi e vede i tuoi per la prima volta. Ma allo stesso tempo ti accorgi della curiosità con cui guardi chi ti è intorno. Riconoscere le fatiche di chi ha creduto in un progetto che non ha fine, perché l’innovazione è una parola d’ordine che permette di non limitarsi a ciò che viene offerto. E riconoscere la responsabilità di credere in un progetto che non deve finire, perché l’innovazione diventa la parola d’ordine di un gruppo di lavoro che si integra ed evolve continuamente, lasciando possibilità e saperi a chi la storia l’ha solo potuta ascoltare, ma che sa di poter aiutare a scrivere. Parlare solo italiano e accorgerti che ci si possa comprendere, vincendo la spaccatura originata a Babele. Perché la comunicazione, che viene il più delle volte vincolata alle parole prodotte dalle nostre corde vocali, ora invece è altra: sguardi, gesti, espressioni, corporeità. Impegnarsi nell’ascolto dell’altro. E si torna allora ad un’unicità, perché unico è ciò di cui si parla e ci si interroga. Assaporare la storia, quasi come essere all’improvviso catapultati in un libro che hai solo sfogliato o sentito raccontare ma che per pochi giorni, invece, hai vissuto. La storia intesa come passato, presente e futuro. Un futuro possibile solo attraverso pensieri di innovazione e non di rivoluzione. Forti impressioni che si cristallizzano nell’idea di possibilità. L’idea del famoso granello di sabbia che unito a tanti altri offre scenari armoniosi. Forti impressioni trasmesse a chi non ha partecipato ma che ha chiesto con curiosità di raccontare di queste giornate. Forti impressioni che rimangono nella mente aspettando la prossima volta.

Pasquale Cicirelli - Comunità di Palombara Sabina

In relazione al meeting di Roma intanto mi fa piacere ricevere la vostra richiesta sulle nostre impressioni. Due cose sicuramente posso dire, la prima in merito all'argomento del meeting, interessante il discorso dell'innovazione, che mi ha dato un sacco di stimoli. La seconda in merito alla partecipazione e condivisione con gli altri colleghi, che mi ha fatto sentire ancor più parte integrante del sistema e di Dianova. Quindi davvero grazie a tutti!!

Sara Scherillo - Centro di Ascolto di Napoli

E finalmente è arrivato il giorno dell’assemblea di Dianova International! Il viaggio per Roma, dove ho trascorso i miei anni di studi universitari, la preoccupazione di far tardi. Tanta ansia nel mio cuore e nella mia pancia. Ecco sono arrivata!! Tutti lì a salutarsi a parlare, a sorridere, tutti i miei colleghi, che non vedevo da tanto tempo e, in più, tante altre persone che parlavano tante lingue diverse. Incomincia, tutti seduti ad ascoltare, iniziano a parlare in Spagnolo. O Mio Dio!!! Mi dico tra me e me, ora non capirò nulla e… invece comprendevo abbastanza bene ciò che si diceva. Qualche difficoltà ma poi…nulla più. Ad un certo punto dell’incontro mi si chiede di parlare e di raccontare di me. La paura mi assale, sento il mio viso diventare rosso, la voce tremare, insomma una totale confusione. Avevo paura, terrore di dire cose che  non andavano bene, la voce mi si strozzava in gola, quando, a un certo punto… un collega Canadese mi dice, in Italiano perfetto: NON PREOCCUPARTI SEI TRA AMICI!!! Da quel momento è stato un crescendo di emozioni positive, di sorrisi, di condivisione con tutti, con chiunque anche con chi proveniva da luoghi lontani. Ho sentito tutti molto vicini, tante esperienze condivise, tante esperienze simili, nonostante la lontananza. Mi sentivo come in un villaggio globale. La mia appartenenza si è rafforzata e ho conosciuto tanti amici. Amici di Dianova.

Anna Mariani - Gruppo Appartamento “LA VILLA”

Mi hanno chiesto di scrivere alcune impressioni circa l’esperienza di Formazione a cui ho partecipato per la prima  volta con DIANOVA INTERNAZIONALE. Non è stato facile, e non perché solitamente non sappia rintracciare parole che descrivano un’esperienza, ma perché ho dovuto farlo separando necessariamente i tempi: quello immediato e quello elaborato. Si perché come sempre mi accade in situazioni come queste, mi rendo conto che mal si adatta alla mia personalità il detto “la prima impressione è quella che conta”, in quanto necessariamente intrisa della mia prudenza che filtra ogni sensazione, emotiva e fisica, legata all’esperienza che sto vivendo, soprattutto se prime esperienze, soprattutto se particolarmente investite di aspettative, come in questo caso. E non un’aspettativa relativa al contenuto in senso stretto della formazione, ma riferibile all’incontro ravvicinato tra  un albero,oserei dire “ secolare” come è DIANOVA, con radici forti, radicate e dalle mille ramificazioni e me che  a 46 anni e dopo quasi 20 anni di diverse appartenenze lavorative e formative, ho d’altra parte costruito la mia corteccia. Insomma, poteva non esser scontato l’innesto tra le parti. Eppure, tornando alle impressioni immediate, ho da subito sentito che  era possibile: l’accoglienza, la serietà, l’allegria, la curiosità, l’emotività, …tutte carattestiche immediatamente percepibili e fortemente contagiose che hanno avuto una significativa risonanza dentro di me, rimandandomi  un importante senso di familiarità e di coerenza interna. E appunto, non è un qualcosa che mi accade in nuovi contesti se non quando incontro alcuni aspetti  che facilitano il mio modo di partecipare e costruire le mie esperienze, non solo lavorative. All’interno di questa cornice la giocosità, legata alla professionalità dei formatori, mi ha permesso non solo e non tanto di lavorare  sui contenuti proposti, quanto di iniziare a costruire una conoscenza  a più livelli, primo fra tutti  quello relazionale, ma indubbiamente anche professionale, condizione necessaria a rinforzare l’innesto iniziato mesi fa con (parte) dell’Associazione. Questa l’impressione immediata. L’elaborazione successiva. Come sappiamo la distanza (e il tempo) permettono di vedere sfumature e dare una tridimensionalità alle immagini. Normalmente si aggiunge qualcosa:un particolare, un’ombra, una sfumatura e, appunto, la tridimensionalità. Ecco, io ho aggiunto due dettagli che non avevo fissato nell’immediato e che ho trovato, e trovo, incredibilmente affascinanti e peculiari: innanzitutto  una straordinaria mescolanza di persone,storie, appartenenze, geografiche e culturali, professionalità ed esperienze. E poi, il mettersi in gioco e  la partecipazione  di tutti, ma proprio tutti, e il modo “di stare”di coloro che da quasi 30 anni operano, lavorano, rinnovano e consolidano  Dianova. Non c’è stata stanchezza o abitudine o conoscenza che abbia dominato sulla curiosità,l’attenzione e l’attiva co-partecipazione. Beh, ritengo che questo siano state particolarità che hanno caratterizzato quei giorni e i partecipanti, ma che son certa rappresentino una ricchezza  trasversale dell’Associazione e dunque, allo stesso tempo,  un importante apprendimento che  noi “novelli” abbiamo portato a casa e che indubbiamente per chi come me ha un ruolo di responsabilità, deve costantemente tener presente. Se, nella soggettività dell’esperienza, dovessi sintetizzare in due caratteristiche e in cosa ha saputo fare la formazione, ricalcando in tal modo  l’incipit con cui hanno iniziato le giornate i formatori, direi: l’accoglienza e la partecipazione; mentre… ha saputo motivarmi. Grazie.

Rosario di Razza – Comunità di Palombara Sabina

L’impressione anzi l'impatto e stato quella dell'uniformità di Dianova indipendentemente dalla Nazione di cui facciamo parte, questa e stata per me una motivazione ed una sicurezza in più perché sapevo e so per certo che la NOSTRA ORGANIZZAZIONE  ha delle basi solide e con sani principi, gestita da persone che veramente hanno una MISSION DAY BY DAY. Parlando dell'innovazione per me e stato sempre un limite perché purtroppo l'innovazione ha un costo, però dopo l'assemblea ho capito che tante volte spendiamo troppe energie a stare sempre dietro a cose che già conosciamo rimanendo sempre nel nostro quadratino senza mettere fuori la testa, io personalmente quello che cercherò di fare e uscire fuori e cercare di portar dentro al quadratino il mio pezzo di innovazione per migliorare e dare sempre più un servizio migliore.

 

 

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