Una sostanza tira l'altra! La preziosa testimonianza di un ragazzo ospite della Comunità di Dianova.
Cosa ti ha portato alla tossicodipendenza? Prima di fare uso di sostanze andavo a scuola e facevo parte di una squadra di calcio, in pratica conducevo una vita normale come tutti i ragazzi della mia età fino a quando in terza media andammo a fare una gita e decidemmo di portarci un po’ di hashish, fu la mia prima esperienza con le sostanze, quella esperienza finì anche male perché mia madre mi scoprì subito, però questo non mi bloccò anzi da lì iniziai un’escalation alla scoperta di nuove sostanze.

Qual è la sostanza di cui facevi uso e che tipo di relazione avevi con “lei”? Personalmente ho sempre usato di tutto, ma le sostanze di cui facevo uso più frequente erano la cocaina e l’ecstasy; se non le usavo non mi divertivo, facevo di tutto per potermi procurare una dose di cocaina o una pastiglia di ecstasy. Lì ho capito che era molto più forte di me, cercavo di nascondermelo e non volevo accettarlo.

Come ti sei avvicinato alla cocaina e quali effetti hai sperimentato? Più o meno all’età di 13 anni ho iniziato a fumare i primi spinelli, subito dopo provai la cocaina, sempre tra i banchi di scuola insieme ad una ragazza che ce l’aveva sempre perché gliela regalava il suo fidanzato, ogni volta prima di entrare a scuola e durante le lezioni pippavamo. Le prime volte non capivo l’effetto, “mi dava una sensazione di botta di velocità”. Da quella volta ho iniziato anche a comprarla e usarla più o meno tutti i giorni, con i miei amici della comitiva. Successivamente la iniziammo a fumare, però ci faceva stare troppo male e ci rendeva nervosi: quindi decidemmo di smorzare questo momento di ansia acuta fumando o sniffando eroina. Dopo poco decidemmo, sempre con i miei amici, di provare a iniettarci la cocaina, subito capii che mi piaceva, gli effetti erano devastanti. Una volta sentii un forte fischio nelle orecchie e serrai i denti quasi sino a spaccarmeli. Poi sempre per smorzare l’effetto cominciai a far uso per via endovenosa anche d’eroina.

Come ti sei avvicinato all’ecstasy e quali effetti hai sperimentato? Da quando avevo 15 anni, la prima volta fu per caso, sempre a scuola. Anche se era il luogo meno indicato per l’assunzione mi piacque lo stesso, la bocca faceva strani movimenti, mi morsicavo la lingua per evitare di stringere troppo forte, il cuore mi batteva a mille, sentivo l’esigenza di muovermi perché se mi fermavo sentivo il cuore come si stesse spaccando. Luogo più indicato è stato sicuramente la discoteca: in quegli ambienti era il massimo, ballavo, non mi fermavo mai, anche per 13/14 ore di fila.

Cosa ti ha spinto ad entrare in Comunità? I motivi per cui sono entrato in Comunità sono molti: il motivo principale è quello che ho avuto parecchie overdose, per questo mi ritengo una persona molto fortunata, mi sono sempre risvegliato, chiaramente con l’intervento del 118; se avessi continuato sicuramente non sarei qui a rispondere a questa intervista. Sono venuto qui a riprendermi la mia vita, un altro motivo era perché intorno a me c’era il vuoto, avevo fatto terra bruciata, avevo lasciato amici, non avevo più nessun tipo di rapporto con la mia famiglia, vivevo solo per “quello” e fondamentalmente non mi piacevo più, non stavo più bene con me stesso.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto? Riesci a vedere un futuro libero dalla droga? Come ho già detto giocavo a calcio, il mio sogno era quello di diventare un professionista: oggi so che questo sogno è irrealizzabile perché ho regalato alle sostanze gli anni migliori per poter giocare, oggi sono speranzoso del futuro come tanti ragazzi della mia età mi piacerebbe avere una vita tranquilla e libera da ogni sostanza.

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