franchi1Utenti ed equipe delle Comunità Dianova di Garbagnate e Cozzo hanno camminato per ben 100 Km.

 

Promuovere benessere, abbattere barriere e condividere esperienze.

Le cinque tappe affrontate da equipe ed utenti delle Comunità Dianova di Garbagnate e Cozzo, insieme ad altre realtà del settore delle dipendenze, sono state un vero “passaggio chiave” in un cammino che ha portato tutti i “francigers” alla riscoperta di se stessi e delle proprie forze interiori.

“Passaggio chiave” come la rete per le dipendenze e la montagnaterapia che ha promosso il progetto “In cammino”, il primo per la Lombardia e la Brianza e tra i primissimi a livello nazionale degli enti che trattano dipendenze patologiche.

53 i camminatori partiti l’11 settembre da Altopascio e giunti il 15 settembre a Siena, a Piazza del Campo; 100 km complessivi, 20 al giorno su un tratto di Francigena, quello toscano, davvero meraviglioso, contraddistinto da profumi, colori e paesaggi quasi favolistici.

Insieme a Dianova hanno preso parte al progetto “In cammino” operatori e utenti dell’ATS Monza e Brianza, l’Unità Operativa Dipendenze ASST di Monza, l’Unità Operativa Dipendenze ASST di Vimercate, Comunità ARCA di Como, Comunità Il Molino, Società Cooperativa Sociale Sette Onlus, Comunità Il Progetto Cooperativa Sociale e Alpiteam Scuola di Alpinismo Lombardia.

Un progetto, come ha spiegato Lorenzo Grimaldi, operatore del gruppo “Passaggio Chiave”, che ha voluto affrancarsi dalle abituali attività di montagnaterapia per consentire agli utenti di misurarsi con una verticalità diversa, “interiore” e “orizzontale”, in cui la meta deve essere raggiunta passo dopo passo, senza frenesia. Un percorso che permettesse ai camminatori di potersi ritagliare dei piccoli momenti di riflessione attraverso anche la scrittura di diari di bordo personali.

Un’esperienza davvero indimenticabile per Dianova, comprese le equipe terapeutiche; Federica, educatrice della Comunità di Cozzo, che ha seguito i propri ragazzi in tutte le fasi di preparazione alla Francigena, era particolarmente emozionata alla vigilia della prima tappa, e ha ha voluto condividere con tutti i compagni di viaggio una frase molto bella e significativa di Italo Calvino: “Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”. Valeria, educatrice a Dianova Garbagnate, ha invece descritto questa esperienza come una grande occasione per raccontare e condividere esperienze, ma anche un modo per avvicinarsi alla bellezza della natura e dell’arte.

Un’energia vibrante lungo l’intero cammino che ha pervaso tutti i nostri ragazzi, i quali, prima d’ora, non avevano mai preso parte ad un’avventura di questo tipo, dove anche i più piccoli particolari, e all’apparenza insignificanti, possono rapirti gli occhi nella loro naturale semplicità e trasmetterti un qualcosa.

Giovanni della Comunità di Cozzo l’ha definita un’esperienza fantastica in cui confrontarsi con tanti altri ragazzi e fare tesoro dei consigli preziosi di tutti gli accompagnatori e istruttori, mentre Francesco di Dianova Garbagnate si è detto più sicuro di sé e felice di essersi avvicinato e appassionato all’attività motoria proprio grazie a questo percorso.

Ovviamente non sono mancati i momenti critici, come la stanchezza, la difficoltà di adeguarsi ai ritmi ai tempi degli altri; ma anche le difficoltà logistiche, come ci ha raccontato Youssef della Comunità di Garbagnate, uno degli “addetti” alla gestione bagagli. Al termine della quarta tappa, infatti, c’è stato un piccolo inconveniente nel loro trasporto nelle due strutture in cui il gruppo avrebbe passato la notte, ma alla fine tutto è andato per il verso giusto. Imparare da ciò che si sta vivendo e riuscire a trovare delle soluzioni: la Via Francigena è anche questo.

Christian, sempre di Dianova Garbagnate, ha molto apprezzato i momenti di convivialità e di ritrovo al termine delle tappe, e ha detto di voler provare a condividere maggiormente con gli altri i propri stati d’animo e le proprie sensazioni anche nella vita comunitaria. Infine, Maurizio, anch’egli della Comunità di Garbagnate, che nonostante la fatica ha saputo superare i momenti più duri, riconciliandosi con se stesso e riscoprendo l’importanza di fidarsi degli altri, come quando ha percorso insieme a Lorenzo di “Passaggio Chiave” un tratto di cammino ad occhi chiusi; un momento davvero molto particolare.

Storie e riflessioni di ragazzi probabilmente non più abituati a vedere e ad apprezzare il bello, ragazzi che hanno compreso che arrivare alla meta è sì importante, ma ciò che avviene lungo il percorso lo è ancora di più. Ognuno di loro con due zaini: uno sulle spalle e uno dentro di se, quello della vita, da riempire e condividere con gli altri.

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