comunita terapeutica chanaes dianova uruguayEstratto da “Therapeutic communities for treating addictions in Europe”, documento redatto dall'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA),

da Wouter Vanderplasschen, Stijn Vandevelde, Eric Broekaert.

(…) La comunità terapeutica è stata introdotta in Europa alla fine degli anni '60, in Gran Bretagna alla fine degli anni '70, ed è stata spesso utilizzata come alternativa alla terapia psichiatrica. Essa si è consolidata durante gli anni '80, per poi diffondersi in tutta Europa. Negli anni '90, tuttavia, la sua diffusione è stata rallentata a causa di problematiche legate ai leader carismatici di alcune comunità terapeutiche, della mancanza dei dati sull'efficacia provenienti da studi clinici randomizzati controllati e, infine, dalla tendenza generale a ridurre la spesa destinata ai centri residenziali di cura. La comparsa della terapia sostitutiva degli oppiacei (OST), ossia un mezzo per combattere l'epidemia da virus dell'HIV, è stata, in molti casi, accompagnata dalla riduzione dei pazienti trattati e delle strutture di trattamento delle comunità terapeutiche.

Lo sviluppo europeo delle comunità terapeutiche è stato largamente ispirato a quello statunitense. I modelli di SynanonDaytop e Phoenix House sono stati copiati o adattati al contesto nazionale. Durante le prime fasi di diffusione delle comunità terapeutiche, i programmi statunitensi in questo ambito si basavano prevalentemente su forti principi di auto-aiuto, che comprendevano l'identificazione con ex tossicodipendenti più grandi, mentre il modello europeo è stato, sin dall'inizio, guidato da esperti in psicologia, educazione o pedagogia.

Ciononostante, lo sviluppo di questi programmi è stato influenzato anche da esperienze e tradizioni a livello nazionale. In Repubblica Ceca, ad esempio, la tradizione delle comunità terapeutiche per il trattamento dell'alcolismo ha costituito la fonte d'ispirazione principale. In numerosi Paesi, invece, le comunità terapeutiche fondate da leader carismatici si sono trasformate in organizzazioni simili a sette, con conseguenti tagli dei finanziamenti pubblici e azioni legali (...) Una delle modalità possibili per limitare l'esposizione a leader carismatici potrebbe essere quella di sovvenzionare le comunità terapeutiche mediante finanziamenti pubblici, invece che appoggiandosi a risorse private. Un'altra via è rappresentata dall'applicazione di controlli di qualità da parte di organismi esterni.

Durante le fasi del suo sviluppo, il concetto standard di comunità terapeutica è stato modificato per rispondere alle esigenze di popolazioni specifiche. I confronti in gruppo non sono, ad esempio, ritenuti adeguati per i pazienti psicotici e con doppia diagnosi, per i quali si sono sviluppati approcci modificati di comunità terapeutica in Belgio, Repubblica Ceca, Spagna e Polonia. L'osservazione che il programma di comunità terapeutica fosse portato a termine con successo da un numero molto esiguo di donne ha portato all'introduzione di programmi dedicati a madri dipendenti e figli, nei quali le madri seguono il trattamento della comunità terapeutica durante il giorno e passano il tempo restante con i propri figli in strutture limitrofe ma separate da quella centrale. In Gran Bretagna, inoltre, sono state introdotte comunità terapeutiche negli istituti penitenziari, una nicchia significativa per l'istituzione futura di comunità terapeutiche modificate in altri Paesi. Approcci simili alle comunità terapeutiche modificate sono altresì dedicati a tossicodipendenti senzatetto o adolescenti.

Per molti anni, il movimento delle comunità terapeutiche è stato considerato l'opposto della terapia psichiatrica o dei servizi di trattamento di mantenimento con metadone. Più recentemente, invece, le comunità terapeutiche sono entrate a far parte di sistemi di trattamento integrati. Ciò implica uno sforzo concentrato verso cure coordinate e continuative per migliorarne l'efficacia e l'efficienza, nonché l'applicazione di approcci alternativi che esulano dal movimento delle comunità terapeutiche, ma che possono risultare più adeguati alle esigenze dei pazienti e alle diagnosi specifiche. Le comunità terapeutiche lavorano a stretto contatto con il sistema sanitario per la salute mentale e, talvolta, condividono gli spazi con altri reparti terapeutici.
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Therapeutic communities for treating addictions in Europe: evidence, current practices and future challenges (EMCDDA, Lisbona, aprile 2014) scarica documento

XVI Simposio Internazionale EWODOR
Il modello di comunità terapeutica come strumento di empowerment

22 - 23 settembre 2016, Roma (Italia)

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