Tiziano ha 36 anni, viene da Varese, si è avvicinato alla droga a 26 anni, con cocaina ed eroina, e ha tentato tre volte di smettere. «Sono cresciuto in un quartiere dove la droga aveva una grande diffusione.

Non avevo problemi particolari in famiglia, è solo che ho seguito l'esempio degli amici».

Poi la decisione di smettere, ma dopo tre mesi in una comunità di recupero, la prima ricaduta. Di nuovo, la decisione di smettere: Tiziano entra in un'altra comunità per un anno e mezzo, e ha quasi terminato il programma di riabilitazione, quando ricade nel vizio per la seconda volta. A quel punto l'incontro con Dianova, a Cozzo, dove il giovane rimane quasi due anni: «Per i primi sei o sette mesi - racconta - sono rimasto in comunità come residenziale, per lavorare sulla terapia della persona. Poi, durante il reinserimento, ho abitato fuori, per abituarmi alla socializzazione, e ho fatto il volontario per quattro mesi in Croce Rossa a Mortara. Lavoravo come operaio specializzato su presse a calore per lo stampaggio in ferro e grazie a questa esperienza, appena uscito dalla comunità, ho preparato un curriculum e ho subito trovato una ditta in zona che cercava del personale. Purtroppo in seguito l'azienda ha avuto dei problemi, e sono stato messo in cassa integrazione. Allora ho ripreso a fare del volontariato per la comunità, che alla fine mi ha assunto proprio nella sua cooperativa. Il volontariato è un'esperienza sempre molto valida, che aiuta a crescere, e soprattutto evita di occupare il tempo libero nel modo sbagliato. A me ha dato una motivazione in più. Quando ho iniziato a farmi, ero molto giovane, ma adesso vedo che l'età di chi si avvicina alla droga si è abbassata di molto, e ai giovani vorrei dire questo: siate sempre voi stessi, non fatevi trascinare. E non abbiate paura del cambiamento, di crescere, di quello che dovrete fare nel futuro. A volte anche allontanarsi dalla propria città può aiutare a crescere, a migliorare».

 

D.Z.

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