Dalla droga si può uscire, nella vita si può rientrare. È l’unica struttura accreditata della Asl RmG. A Palombara, in località Salvia, opera dal 1998 la Dianova, una Comunità per di recupero per tossicodipendenti. “Abbiamo 18 utenti tra donne e uomini che provengono da tutto il Lazio e prevalentemente dai Sert di Tivoli, Monterotondo, Palestrina e Capena, anche se quest’ultimo comune appartiene alla Asl RmF – commenta il direttore della struttura Massimo Bagnaschi, 48enne milanese, che vive a Sant’Angelo Romano

– I nostri ragazzi svolgono un programma terapeutico di 18 mesi che comprende le fasi di disintossicazione, riabilitazione e di reinserimento in famiglia e nella società. Ma lavoriamo tra tante difficoltà – afferma Bagnaschi -  perché la Asl RmG è in ritardo da mesi sui pagamenti destinati alla nostra struttura – per noi sono destinati 38 euro al giorno, ma siamo scoperti da mesi – e pensare che la retta destinata al nostro tipo di Centri è la più bassa del settore sociale, mentre le strutture private che percepiscono più soldi, li prendono prima. Nel 2006 nel Lazio hanno chiuso 5 Comunità di recupero, perché non sono riuscite ad andare avanti per motivi economici. Noi dobbiamo pagare pure gli stipendi allo staff interno che è composto da una psicologa terapeuta, un medico, un sociologo, sei operatori educatori e il direttore professionista. Noi – rileva Bagnaschi – abbiamo anche diverse persone che sono in lista d’attesa e dovremmo inaugurare la prima Comunità nel Lazio per cocaina sempre qui in località Salvia – Ma c’è questo ritardo nei pagamenti delle rette”. “Non va, comunque, dimenticato che il 55% dei nostri reinseriti, poi, stanno bene”. Alla Dianova di Palombara, dunque, 450 metri quadrati di struttura su tre piani. Nella Comunità sono attivi laboratori artigianali e vengono svolte attività di tempo libero, ricreative e sportive. I familiari nei primi tre mesi non possono compiere visite, perché il paziente è nella fase più delicata. Poi, una volta al mese è possibile incontrare i parenti. Una persona tossicodipendente è una persona che ha perso di vista se stessa. La Comunità può far tornare da una condizione di disorientamento ad un totale recupero della propria identità e dei propri obbiettivi. “Dianova – aggiunge Bagnaschi – si pone come luogo di passaggio tra queste due situazioni, aiutando i tossicodipendenti a trovare un’autonomia. Alla base del lavoro c’è la convinzione che ogni persona con problemi di dipendenza, con un aiuto qualificato, possa trovare dentro di sé le risorse necessarie per superare le difficoltà e intraprendere un percorso di cambiamento, per riacquistare l’autonomia, per reinserirsi nella propria famiglia e nella Comunità. Il nostro programma terapeutico – continua il direttore – è curato e studiato da equipe multidisciplinari composte da varie figure professionali quali: psicologo, assistente sociale, educatore professionale, medico, operatori di comunità e animatori sociali. Viene sempre personalizzato in base alle caratteristiche d’ogni utente e ha una struttura modulare tale per cui è possibile che siano definiti obiettivi terapeutici connessi con uno solo dei tre moduli”.

Dalla droga si può uscire e poi si lavora
TUTTO IN 3 FASI: DISINTOSSICAZIONE, RIABILITAZIONE, REISERIMENTO

Tutto avviene in tre fasi, disintossicazione, riabilitazione e reinserimento. La disintossicazione: l’obiettivo prioritario è interrompere totalmente il consumo di droga e recuperare ritmi e abitudini di vita equilibrati. All’interno di un contesto accogliente e familiare, la persona riceve le cure mediche necessarie ed è stimolata a essere soggetto attivo e non passivo dell’intervento, al fine di scegliere di intraprendere un percorso riabilitativo.
Riabilitazione: il percorso è rivolto a chi ha già superato la dipendenza fisica dalle sostanze e utilizza un approccio basato sull’apprendimento quotidiano delle proprie risorse e dei propri limiti. Il tossicodipendente non è mai lasciato solo, effettua colloqui individuali con gli operatori, partecipa alle riunioni di gruppo e alle attività della Comunità.
Gradatamente il tossicodipendente riprende coscienza di se stesso e dei propri obbiettivi e inizia a proiettarsi nel futuro in modo congruo alle proprie capacità. Reinserimento: dopo una verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti all’interno del percorso comunitario residenziale, inizia la fase di svincolo durante la quale, in un ambiente protetto e al tempo stesso stimolante, avviene il reinserimento nella società e in famiglia. Attraverso le relazioni che Dianova ha attivato con Enti pubblici e privati, gli ospiti vengono indirizzati a una professione che tenga in considerazione le capacità individuali, gli interessi e le eventuali esperienze precedenti.
Per rafforzare questa parte del programma, è stata costituita la Cooperativa Sociale Dianova, che tra le sue finalità ha anche quella di offrire un supporto in più agli utenti in fase di reinserimento sociale, soprattutto attraverso la proposta di un lavoro.

di Gino Ferretta

Tiburno 13 febbraio 2007

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