Ogni curva mi allontanava sempre più dalla casa tra gli ulivi fino a farla sparire ... e già mi sembrava di non ricordare più il volto di mia figlia! Cos'era diventata!
Sottile, le spalle strette in alto, gli occhi persi ... che rabbia!
Ma le parole sussurrate tremando "non mi abbandonate qui ..." mi hanno liquefatto e tutto il tempo è rimasto sospeso.
Un dolore sordo, vuoto, duro, senza parole ... io non c'entravo con loro, con quella casa, con quelle facce che portavano i segni di anni vissuti per strada ...
Adesso ... non avevo più scelta!

Lì avevo dovuto lasciare il mio bene più grande ... non avevo più scelta!
La strada correva diritta tra i pini ...
Non avevo più scelta!
Non avevo più scelta!
Cominciai a sperare!
I giorni passarono vuoti, un mese, due, tre decisi di incontrare il gruppo famiglie ancora una volta.
Io non c'entravo con loro ...
Poi una storia, un'altra, cristalli di parole, parole che danno vertigini, dolori antichi che passano da una generazione all'altra, storie di solitudine, povertà, ricchezze, storie che sono mie, in fondo tutte simili.
Chi è il mio prossimo?
Il mio prossimo era lì!
Una rete era stata lanciata da quella casa tra gli ulivi, passava di lì ... mi sono aggrappata fino a diventare una maglia e ... insieme agli altri ... abbiamo imparato a tenerci stretti per riparare subito i buchi ... perchè potessimo accoglierli i nostri figli nelle cadute.
É questa rete che sostiene la mia speranza e ha trasformato la più terribile delle esperienze della mia vita, nella più bella, più ricca, più emozionante.
Grazie Dianova
Grazie al direttore Massimo a Pasquale, Rosario, Pasquale, Pio, Bruno alla Dott.ssa Rita alla Dott.ssa Sara
Rosanna Molinari

 

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