La mia esperienza al Centro di Ascolto Dianova è nata un pó casualmente, non ero a conoscenza della struttura né del tipo di lavoro svolto dal servizio stesso. La mia richiesta è nata in seguito ad un annuncio di collaborazione tra l’Università di Roma “La Sapienza”, mediante il progetto FiXo, e l’associazione .
Nei 4 mesi che ho trascorso fino ad ora in questa struttura ho avuto la possibilità di fare un’esperienza completa, sia a livello pratico, interfaccia con gli utenti e svolgimento effettivo del mio ruolo, sia della presa visione della parte amministrativa dei progetti degli utenti.
Al Centro di Ascolto ci si focalizza su diversi livelli applicativi: sul singolo e su un aspetto più macroscopico che sono le diverse comunità.

L’azione delle operatrici è sempre rivolta ad effettuare un progetto ad personam per rendere il più possibile efficace e personalizzato un trattamento, in quanto non si può considerare universale e adatto a tutti un tipo di intervento standard, ma è necessario personalizzare l’azione proposta, che può essere estesa anche alle famiglie del paziente designato, con un intervento di supporto.
Sin dall’inizio sono stata resa partecipe del lavoro svolto e mi sono sempre sentita parte del gruppo. L’interesse primario della struttura è sempre l’utenza e il suo potenziale percorso, ciò viene offerto con disponibilità costante e flessibilità in base alle diverse esigenze, senza però farsi delegare le responsabilità dagli utenti e mantenendo chiari i confini e i programmi possibili; da parte loro gli utenti riflettono il loro “sentirsi accolti”.
Le figure professionali che lavorano al centro sono state sempre disponibili, sia nei miei confronti, riconoscendo il mio ruolo, che nell’interfaccia con i diversi tipi di utenza. Il clima lavorativo è disteso e sempre volto alla collaborazione e al lavoro in equipe, fondamentale per il buon svolgimento del servizio offerto. Un aspetto molto importante è la rete che viene mantenuta, all’interno della struttura (lavorando in equipe) e all’esterno (sia con le diverse comunità che con le altre risorse che convergono in uno stesso progetto).
In conclusione posso affermare che questa esperienza mi ha molto arricchita sia sul piano professionale (per tutti gli aspetti sopra esposti) che sul piano umano come crescita personale, in rapporto a me stessa, alla relazione con le mie colleghe e a quella con l’utente, non come essere umano dipendente da una sostanza, ma come persona con un bisogno e soprattutto come essere umano con tante potenzialità.

 

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